Ma Wikipedia è veramente uno strumento democratico?
di Andrea T 
La domanda non vuole essere provocatoria, è una domanda seria: Wikipedia è veramente uno strumento democratico?
Ultimamente sto lavorando molto su Wikipedia, in realtà sono un po’ di anni che mi cimento con modifiche e correzioni. Non sono un wikipediano e tanto meno un amministratore, sono solo un semplice utente/autore che usa e ama la libera enciclopedia digitale.
Ma di recente mi sono imbattuto in alcuni aspetti che mi hanno fatto riflettere.
Mentre è facilissimo aggiungere cose che hanno a che fare con il futile, il ludico e l’intrattenimento (vedere schede aggiornatissime e perfette delle serie TV di successo) è piuttosto difficile inserire termini e concetti legati alla scienza e all’innovazione: vengono subito proposti per la cancellazione (durano meno di una settimana).
Siccome le ICT e l’innovazione sono il mio ambito di lavoro, di ricerca e di insegnamento la cosa mi duole e mi fa venire dei dubbi.
Chi giudica cosa è “enciclopedico” e cosa non lo è?
Nelle mie ultime discussioni mi sono imbattuto in amministratori super ortodossi che con estrema arroganza si son messi a tagliare, cancellare ed emendare cose che loro non ritenevano nelle filosofia di WikiPedia (non erano contro i “pilastri” e non erano auto-promozionali). Ma nel loro agire era facile individuare ignoranza, superbia e un certo atteggiamento prevaricatore dovuto al ruolo. Siamo sempre Italiani anche quando siamo in un ambiente come Wikipedia?
E se il giocattolo è governato così è veramente un media sociale, un prodotto creato da tutti in libertà, partecipazione e democrazia? Non metto in dubbio le policy e i “pilastri” su cui si fonda, metto in dubbio le persone, i linguaggi utilizzati e le prassi che non sono di facile accesso.
Di fatto Wikipedia è pieno di ostacoli e diventare autori attivi è molto impegnativo. Bisogna imparare un linguaggio, un metodo e delle tecniche non proprio semplici? Mi chiedo se sia voluto. Mettere delle barriere crea un gruppo di autori più ristretto? I gestori si cautelano così?
Non voglio essere polemico. Wikipedia è e rimarrà uno dei fenomeni più interessanti e fondamentali per la conservazione della conoscenza creati dal genere umano, ma… Non ci dimentichiamo che gli ambienti come questo, per essere definiti democratici e sociali, devono essere effettivamente accessibili, usabili e non devono creare gruppi designati alla “protezione del sapere”.
Vedo in questo un rischio altissimo. Lo vedete anche voi?
3 Commenti »


20 aprile 2007 at 08:52
Fai degli esempi di voci con cui hai avuto problemi.
20 aprile 2007 at 10:42
beh, se lo facessi tirerei in ballo alcuni amministratori ed editor e non mi va. Fidati. Se vuoi.
25 aprile 2007 at 15:46
[...] Un amico ha inserito un innocuo articolo relativo all’agenzia di comunicazione in cui lavora. L’agenzia è affermata ed è parte di un gruppo molto grande; molte delle agenzie del gruppo hanno la propria voce su Wikipedia, sia nella versione inglese che (meno) nella versione italiana; l’articolo era neutro e non promozionale. È stato messo quasi subito in coda di cancellazione, perché considerato pubblicitario. Su I Blog It, Andrea T riporta come più volte i suoi tentativi di modifica/inserimento su articoli che riguardavano argomenti di sua specifica competenza siano stati osteggiati e proposti per la cancellazione da amministratori arroganti e, mi par di capire, non competenti in materia. Per ultimo, mi riferiscono che lo stesso Umberto Eco (pure lui un nerd) avrebbe operato una minima modifica alla propria voce su Wikipedia per correggere un futile errore biografico (nulla che potesse danneggiarlo o favorirlo); e tale modifica sarebbe stata cancellata, ripristinando così l’errore originale. [...]