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Andrea Toso

iPad senza limiti

dire del CEO di LG Kwon Young-soo, sebbene i macchinari sferraglino a pieno regime, la sua società non sarà in grado di soddisfare l’intera richiesta di display LCD destinati all’assemblaggio degli Apple iPad, almeno ancora per qualche tempo. A partire dal secondo trimestre del 2011, promette, i ritmi produttivi torneranno ad essere più che adeguati.

Il problema è che l’enorme domanda di iPad ha colto di sorpresa persino Cupertino. Lo stesso Chief Operating Officer Tim Cook l’aveva ammesso durante la sessione di domande e risposte a seguito della presentazione dei risultati fiscali dei giorni scorsi. Con 3,27 milioni di iPad piazzati e una domanda che non accenna ad attenuarsi, LG semplicemente non riesce a stare dietro a tutti gli ordini. Il CEO di LG spiega che le fabbriche stanno lavorando:

“…a pieno regime. Solo che la domanda [da Apple, n.d.T.] continua a crescere e non riusciamo a soddisfarla tutta.”

(fonte)

Waiting for iPad

E intanto leggiamoci il bel articolo della Rodotà sul Corriere.it…

L’iPad è allo stato attuale un perfetto compagno per la femmina aggiornata di mezza età. Una consolazione senile per baby boomers. Elegantemente costoso, di gratificante manipolazione (il retro ergonomico è assai piacevole, non faccio che accarezzarlo), si porta in borsa e si legge/guarda con stile (sul divano, niente più pc sulla pancia). Non è apprezzato dai Mac-isti giovani e ganzi; lo trovano un gadget, come sopra, costoso e inutile, un doppione; con aggiornamenti e calo dei prezzi non sarà più così, probabilmente. In America prevedono diventerà cruciale per gli studenti, può contenere tutti i libri di testo, per dire. Non è ben visto neanche dai maschi italiani etero. O lo trovano poco virile, o non sanno cos’è. Esempio: tempo fa, ho portato il neonato iPad al giornale per farlo vedere alle amiche. Ho scoperto che c’è chi è avanti, e chi no. Le colleghe della segreteria lo hanno spupazzato con competenza e interesse; stimati scriventi di politica passavano davanti alla scrivania dove giocavamo con l’iPad ignorandolo serenamente. Alcuni guardavano schifati la strana tavoletta su cui stavamo armeggiando, come se fosse un calcolatrice per femmine atta a calcolare la frequenza delle lavatrici, o i periodi fertili, o il ciclo. Sono gente da Blackberry, si teme.

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