Cose 2.0

Qualche segnalazione 2.0.

Se volete provare il nuovo newspaper sociale, allora buttatevi su MyFeedz di Adobe Lab. L’interfaccia è fatta bene e il servizio sembra carino, fondamentalmente si tratta di un aggregatore.

Se invece volete un social calendar, allora Upcoming è da provare. In questo caso l’applicazione è targata Yahoo, e ci sono anche degli eventi italiani georeferenziati.

Due signore si incontrano al mercato

– Ciao Luisa come va? –
– Bene, Maria, tutto bene… e tu? –
– Ah bene, finché ci si vede va tutto bene, e la famiglia? –
– Ohhh, guarda bene, bene… tutto bene, lo sai che il gianni si è laureato e ora lavora?
– Ah si, e cosa fa? –
Fa l’avvocato! E tuo figlio si è laureato?
– Si, certo –
E cosa fa? –
– Il nanopublisher

Parte il nuovo network di blog “tematici” di nano publishing di HTML.IT, i temi sono sempre quelli più “battuti”: apple, blog, mobile, web 2.0 (e ne arriveranno altri otto). La qualità e la storia di HTML.it sono un sigillo di garanzia.

I figli sono lo specchio dei genitori

Non sappiamo da dove arriva il fenomeno dei ragazzini che si riprendono in atteggiamenti erotici, provocatori o razzisti con i cellulari? Non sappiamo cosa frulli nella mente di questi simpatici adolescenti?
I figli sono sempre lo specchio fedele… dei genitori.

Beppe Grillo

Beppe GrilloEra da un po’ che non andavo sul blog di Beppe Grillo.
La situazione da quelle parti è sempre più divertente. Lui (o chi per lui) posta quotidianamente su temi vari, spesso con un misto di qualunquismo-spettacolo che fa un po’ ridere (ma daltronde è un comico no?), ma sono i commenti la parte più paradossale e divertente.
I primi 10, 15 commenti reggono il tema del post, non vanno off topic.
Anche se in generale son un mix di:
– Bravo, ben detto! – Beppe sei un grande! – Hai proprio ragione: è uno schifo! – e cose simili…
Gli altri (arrivano a centinaia) sono: comunicati stampa, appelli di sedicenti gruppi ambientalistico-rivoluzionari, messaggi personali, dialoghi tra commentatori del blog che ormai si conoscono, monologhi di gente che non ha un blog e quindi usa quello, insulti a questo e quello, monosillabi che non si capisce se si riferiscano al post o ai commenti o al tempo…

Quel blog non è più un blog. O forse non lo è mai stato. La cosa sicura è che si tratta di un potente mezzo di comunicazione che ha resto un comico un forte opinion leader, viziato, a mio parere, da dosi troppo elevate di utopia e di qualunquismo. In ogni caso, si tratta di un caso unico nel panorama italiano. Io fossi in lui chiuderei i commenti, ma tant’è… ognuno a casa sua è libero di far quel che crede.