Tutti gli articoli di Andrea T

Andrea Toso

I flop tecnologici del 2012

Nel momento dei consuntivi di fine anno i siti di informazione tecnologica, a partire da Wired Us , stanno sottolineando i peggiori flop del 2012.

Il giudizio di «epic fail» cade sulle mappe di Apple , che in ambiente iOS6 (l’ultimo sistema operativo degli smartphone e tablet di Cupertino) hanno soppiantato le collaudate Google Maps, con un servizio ben al di sotto del precedente.  […]

Leggi tutto: La Stampa – I flop tecnologici del 2012.

 

 

Come sta cambiando Apple

Lunedì Apple ha annunciato una serie di profondi cambiamenti “per aumentare la collaborazione tra hardware, software e servizi”, una riorganizzazione con pochi precedenti nella storia della società. Diversi manager aggiungeranno nuove mansioni ai loro incarichi, ma soprattutto Apple farà a meno di Scott Forstall, il primo responsabile dello sviluppo di iOS, il sistema operativo installato su centinaia di milioni di iPhone, iPad e iPod Touch. Il suo abbandono sta facendo molto discutere e secondo le indiscrezioni di stampa avrebbe avuto a che fare con il problema delle nuove mappe per iPhone e per iPad, giudicate da molti utenti e osservatori di scarsa qualità. Ma la storia è più complessa e ha alle spalle diversi precedenti, poco conosciuti ai più.

Leggi tutto> Come sta cambiando Apple | Il Post.

 

Il valore azionario di Apple è al momento di 657,9 miliardi di dollari

Prendete il valore di tutte le società quotate sul listino di Madrid (599 miliardi di dollari). Sommatele poi a tutte le società quotate nelle Borse di Grecia (36 miliardi di dollari). Scoprirete che non è sufficiente per fare una Apple. È quello che ci racconta nelle ultime ore il fantamiliardario mondo del mercato azionario. Quello stesso mondo dove un’azione della società cofondata da Steve Jobs adesso vale 701 dollari. Valore che moltiplicato per il totale del numero di azioni emesse dalla società di Cupertino porta la capitalizzazione di Borsa della Mela a 657,9 miliardi

Leggi tutto> Pazza corsa di Apple in Borsa. Da sola vale più dei listini di Spagna, Portogallo e Grecia messi insieme – Il Sole 24 ORE.

 

Trent’anni fa la prima emoticon

30 anni fa Fahlman inizia a pubblicare le faccine…

Felicità, tristezza o complicità, bastano tre punti per esprimere un’emozione.
Trent’anni fa, dalla sua camera alla Carnegie Mellon University,  l’allora studente Scott Fahlman inviò la prima emoticon in un forum di discussione universitario.

via Trent’anni fa la prima emoticon, la felicità espressa in tre puntini

 

 

Qui ci vuole una costituzione dei diritti digitali

Bellissimo editoriale dell’amico JC De Martin… (leggere tutto, vi conviene)

Gli smartphone, quei minuscoli computer che consentono anche di telefonare, stanno portando nelle tasche di milioni di persone i due pilastri della rivoluzione digitale: un computer tutto-fare in grado di elaborare qualsiasi informazione rappresentabile sotto forma di uni e di zeri e una connessione a Internet. Chi i computer già li frequenta apprezza gli smartphone perché permettono, in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, molte, anche se non tutte, delle operazioni tipiche di un computer. E gli altri apprezzano subito, anche grazie alle interfacce intuitive, il marchingegno che si ritrovano in tasca. La legge di Moore – quella che sancisce il raddoppio delle capacità di calcolo dei computer ogni 18 mesi – ha contribuito: gli smartphone sono sempre più potenti, veloci e versatili. Pochi anni fa, era impensabile che un dispositivo tascabile riuscisse a registrare e magari anche a montare video ad alta definizione: oggi è la norma. Così per le prestazioni fotografiche, per la navigazione stradale, per le funzioni di pagamento, in un crescendo imperialista che porta lo smartphone ad assorbire nella sua flessibile anima di computer un numero crescente di dispositivi una volta a sé stanti.

Continua su Qui ci vuole una costituzione dei diritti digitali – LASTAMPA.it.

 

 

Blog, da 15 anni voce del web…

8 luglio del 1997 è una data importante per i blogger.
E’ una data simbolica che dovrebbe essere associata alla nascita del primo blog, anche se di blog ancora non si parlava e anche se forse non era il primo vero blog.
Insomma, semplicemente una data. Sicuramente uno dei tanti momenti di avvio della rivoluzione digitale che stiamo ancor oggi vivendo. Un momento iniziale costellato di tanti pionieri che avevano deciso di rendere il web un posto “più vivo” coerentemente con le indicazioni del suo papà, Sir Tim Barners Lee.

Viva i blog. Viva il web.

via Blog, da 15 anni voce del web ma coi social è un’altra storia Normal 0 14 – Repubblica.it.