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Andrea Toso

Arrivano i genitori su Facebook?  I giovani passano a Twitter

Mamma, papà e nonni arrivano su Facebook? Allora me ne vado su Twitter. Sembra essere proprio questo il modo di ragionare di molti adolescenti americani che secondo un sondaggio dell’organizzazione no-profit Pew Internet & American Life Project, hanno iniziato a migrare in maniera consistente sulla piattaforma di microblogging. In quanti scelgono di spostarsi? Almeno il 16% dei giovani, dai 12 ai 17 anni, dichiara di utilizzare Twitter. Percentuale che potrebbe essere ritoccata verso l’alto in base alle proiezioni più aggiornate.

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Windows 8 in arrivo

Ecco il nuovo nato della famiglia Windows di Microsoft appena presentato al CES di Las Vegas.

Il nuovo Windows 8, in arrivo nella versione definitiva alla fine dell’anno, opera una rivoluzione sulle vecchie versioni di Windows: le applicazioni-mattonelle sono il nuovo centro del sistema operativo, tra queste ce ne sarà una “desktop” per portarci alla vista tradizionale di Windows. Anche il browser Explorer è destinato a cambiare, diventando a sua volta Metro-style. Così i pc del prossimo futuro potranno essere utilizzati sempre con tastiera e mouse (o trackpad), ma anche con comandi touch direttamente sullo schermo (in stile smartphone) oppure con movimenti e comandi vocali (in stile schermo televisivo). Il che lascia facilmente immaginare una nuova generazione di computer portatili (quelli fissi probabilmente saranno sostituiti in toto dalle smart tv) con caratteristiche adeguate alla possibilità offerte dal sistema operativo. E anche se gli attuali, e i futuri, pc con Windows 7 saranno perfettamente compatibili anche con l’8, rischiano di diventare molto in fretta prodotti di un’altra generazione, ormai superata (fonte).

Microsoft deve sapersi reinventare, sono anni che non riesce a farlo. Magari con Windows 8 è la volta buona.
A me sembra una rincorsa verso sistemi più evoluti come MacOS e Android OS… Ma io, si sa, sono di parte.

Caucus? cau´-cau-as´u?

Per chi si chiede cosa sia… (ma la domanda è “come mai non ne abbiamo mai sentito parlare?”)

Nella politica statunitense la parola caucus ha diversi significati, pur essendo questi in stretta relazione tra loro.Un tipo di caucus è l’assemblea di un partito politico o di un sottogruppo per coordinare l’azione dei suoi membri, stabilire un orientamento collettivo o nominare i candidati a una carica. Il più celebre esempio di questa tipologia è quello adottato da alcuni stati dell’unione per scegliere i candidati alla presidenza degli Stati Uniti.

L’origine del termine “caucus” è oggetto di discussione, anche se generalmente si concorda che il suo uso nella lingua inglese ha origine negli Stati Uniti. Secondo alcune fonti deriverebbe dalla parola in lingua algonchina che significa “consiglio”, cau´-cau-as´u, e venne probabilmente introdotta nel gergo politico statunitense grazie al Partito Democratico di New York, noto come Tammany Hall, che amava usare termini dei Nativi Americani. Altre fonti sostengono che derivi dal latino medioevale caucus, che significa “recipiente per bevande”, e lo collegano al Caucus Club della Boston coloniale.

(fonte Wikipedia IT)

E qui trovate come mai il test nell’IOWA è così importante nelle primarie per le presidenziali.
Qui come funzionano i Caucus per i due maggiori partiti americani.

Tutto chiaro no?

Qui un ulteriore approfondimento corredato dal video che trovate qui sotto della ABC.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=0RXie7FJqOA[/youtube]

Dei blog che non muoiono mai, dei siti che ormai sono blog e i social cosi

Da quando esistono i blog sono qualcosa di “provvisorio”. Ogni anno sembra essere l’ultimo anno.
Ma i blog esistono da oltre dieci anni e ci sono ancora, sono lì, sopravvivono. Più volte anche io ho detto che stavano per morire, ma ora un po’ mi devo ricredere. L’argomento è scacciafiga come direbbe il buon Enrico, ma va sintetizzato un piccolo passaggio che sfugge ai più.  O almeno mi sembra.

I blog che sono morti e defunti sono quelli nati per gestire cose semplici, qualche diario, qualche chiacchiera, la quotidianità anche stupida e leggera: condivido foto, battute, aforismi, video da youtube, orribili gif e jpg trovati in rete, qualche notizia del media mainstream (i soliti quotidiani on line, i siti di notizie, ecc. ecc.). Insomma quello che gli “autori/utenti” alla fine hanno imparato a fare su Facebook, semplicemente perché lì ci sono tutti, amici e non amici, conoscenti o sconosciuti. Scrivo qualsiasi cosa e mi arrivano tonnellate di mi piace, commenti, link. Esattamente come succedeva nelle tribu dei blog, anche quelle erano piccoli Social Network. Da Splinder in sù. Facebook non è casa tua, ma neanche un blog su Tiscali lo era. Quindi i blog “leggeri” sono stati abbandonati a favore della Grande Social Rete.

Sono sopravvissuti molti blog, quasi privi di commenti, con i post rimbalzati guarda caso proprio su Twitter, FriendFeed, Facebook e ora anche Google+. Sono sopravvissuti i blog di nano-publishing che ormai non sembrano più blog (tanto sono infarciti di ADV). L’anima dei blog si è impossessata di tutti o quasi i siti web e per la maggior parete sono “blog nascosti” realizzati con CMS come WordPress (come quello che state leggendo). Facile, semplice, tuo. Ma meno aggiornamenti, meno commenti, meno lettori di RSS. Ma forse – e dico forse – con una maggiore qualità dei post. Scrivo meno, scrivo meglio…

Poi ci sono i siti internet quelli seri, quelli che non usano il modello dei blog. Quelli però ormai fan tutti l’occhiolino ai social network e in alcuni casi al successo di piattaforme con iOS nate per gli iPhone e opportunamente migrate su iPad e affini.
Quindi l’importante ai fini del web marketing è sempre stare sui social network o almeno da un po’ di mesi su un tablet.

Quindi il web è più o meno questo. L’utente scrive e partecipa dove sa che ci sono altri utenti che scrivono e partecipano. O almeno leggono.

Tanti blog chiusi o in via di chiusura (Splinder chiude tra meno di 30 giorni per esempio).
Qualche blogger che continua imperterrito (come il sottoscritto) ad aggiornare uno o più blog, meno di prima, e forse con meno entusiasmo (inserendo rigorosamente i link sui vari social) e… Facebook (per ora).

Poi c’è Twitter, che ora va di gran moda. Io l’account l’ho aperto esattamente 5 anni fa, ma ora Twitter (a cui vanno tutte le mie simpatie) piace tanto perché ci sono i VIP italiani (forse grazie al successo di smartphone e tablet che rendono semplice la twittata). Così uno ha la sensazione di essere amico di Fiorello, Jerry Scotti, ecc. ecc.
Nutriamo il nostro ego di persone normali usando un po’ le tecnologie per sentirci in fondo meno soli e meno sconosciuti, cosa che su Facebook è ormai meno facile da ottenere.

Forse il web è questo o forse no. Evolve in tante direzioni, dire cosa sarà domani è tremendamente pretestuoso dirlo.