Il telefonino del postino

Poste Italiane(Perdonate il titolo, m’è scappato).
La notizia a è ufficiale, ma circolava già da mesi: Poste Italiane entra nel business della telefonia mobile con un proprio brand.
Non sarà un “operatore fisico”, ma rivenderà connettività di altri gestori “storici” italiani, con molta probabilità TIM. Ma questo per ora non è ancora stato svelato. Non si tratterà di un vero e proprio “operatore virtuale” (dotato di un minimo di infrastruttura) ma di un ESP (Enhanced Service Provider). Per la clientela questo aspetto rimarrà trasparente a meno che l’accordo non sia di co-branding, ovvero due marchi: TIM+POSTE ITALIANE o VODAFONE+POSTE ITALIANE. Gli altri operatori, Wind e 3 non sembrano della partita.
Intanto si stanno profilando altri ESP potenziali nel mondo della Grande Distribuzione Organizzata. Davanti a tutti IperCoop / Nova Coop e a seguire marchi come Carrefour e Auchan. Vedremo.
Ma cosa cambia? Per l’antitrust italiano questo favorirebbe la concorrenza (come succede in altre parti del mondo), in più Poste Italiane pensa di introdurre “mobile banking” e la possibilità di mandare “raccomandate e telegrammi”…
Sono un po’ scettico, non sol modello commerciale, ma su Poste Italiane.
Perché? Perché questi operatori virtuali hanno due possibili “modelli” da seguire, due leve per entrare nel mercato:

  • forte identità del marchio (e quindi proselitismo di massa sui clienti, vedi Apple, Sony, Ikea, Prada, Ferrari, …)
  • abbattimento dei costi di telefonia e dispositivo (a fronte di costi elevati per servizi aggiuntivi), questo dovrebbe essere il modello della GDO come Ipercoop, Auchan, Carrefour.

Dove si inserisce Poste Italiane? Nel primo? Direi proprio di no.
Nel secondo? Si, probabile, ma gli esempi sui Poste Italiane Shops (comparsi dentro gli uffici postali di grandi e medie dimensioni) non è per niente attraente: pochi prodotti costosi e in alcuni casi di bassa qualità.
E poi… cosa vuol dire mandare i telegrammi con il cellulare??? E’ un ossimoro, i cellulari mandano SMS (anche MMS)… non telegrammi (se chiudessimo l’era del telegramma? STOP mi sembrano sorpassati STOP no? STOP).
A questo allego un pensiero ulteriore. Mi viene in mente il sito delle Poste, grande esempio di come l’ente approcci il mondo del digitale. Avete provato ad iscrivervi? Sì? Allora sapete. Se non avete provato fatelo. Scoprirete che la password per il servizio vi verrà spedita nella vostra casella postale, sì, quella vera. Di casa. Una forma originale di comunicazione cross mediale. Da internet alla buca delle lettere. Geniale!

8 pensieri su “Il telefonino del postino”

  1. Altra chicca sul sito delle poste è la postepay: puoi consultare la sezione dedicata per vedere i movimenti o trasferire fondi sono di giorno.
    Di notte chiudono.
    Capisco che alle poste non vogliano lavorare di notte ma anche i loro server sono afflitti da questa mancanza di voglia di lavorare?

  2. Andrea: prove di che?
    Se vuoi conferme ti posso dire che pure io ho ricevuto via posta ordinaria (per la precisione era un telegramma) la password per il sito delle poste.
    Per quanto riguarda postepay basta che vai a dare un occhiata tu sul sito: non ricordo l’orario esatto ma credo che chiudano i battenti alle 22 -.-

  3. Io arrivo sempre dopo in tutto (anche ai blog!) ma è buffo che proprio stamattina sono stata fulminata dalla storia del telegramma che manda la password a casa! E il bello che lo scopri solo alla fine, dopo che ti sei scoppiato due pagine di moduli da riempire con il miraggio di risparmiare una coda allo sportello. Forse lo fanno davvero per tenere in vita il telegramma. E perché sono sicurissimi che chi si iscrive al sito delle poste l’email non ce l’ha proprio, infatti ti aprono una casella d’ufficio. Ocielomamma!

  4. Arreda la tua casa con un telefono senza bolletta
    Informazioni generali

    Il nostro apparecchio sostituisce a pieno il telefono di casa e ufficio per la sua funzionalità identica ad un telefono fisso.
    Si risponde e si chiama alzando semplicemante la cornetta oppure in alternativa premendo il tasto (ben visibile in basso a destra) del vivavoce.
    L’apparechio è adattissimo dove ci sono anziani e persone poco pratiche di “telefonini”

  5. E’ un peccato riscontrare tanta acredine nei confronti di mamma posta…va’ precisato però, per i non addetti ai lavori, che l’iscrizione online è riservata ai titolari di un conto fisico e non virtuale e, come viene richiesto il codice fiscale per una carta ricaricabile di un semplice telefonino (antitrust/antimafia), Poste Italiane deve garantire l’esistenza di un indirizzo fisico e di una residenza (dati forniti al momento dell’apertura di un conto) proprio per evitare che sedicenti prestanomi possano operare online senza un controllo reale. E’ solo per questo che l’invio cartaceo di un codice di attivazione mailbox e successivamente del codice per operare on line vengono fatti nella vecchia cassetta postale. pensate al fatto che ci sono in giro tanti furboni che sperano che questi benedetti codici possano essere forniti da clienti disattenti che ricevono tentativi “on line” di phishing…peraltro scritti in Italiondo!!!
    Io ho molte critiche da sollevare alla mia azienda, non ultima quella di chidere i battenti alle 22. Sicuramente però gli invii cartacei come telegrammi, estratti conto…etc… non sono a differenza di altri competitor a carico dei clienti…ma sempre e solo a carico della stessa.
    Buon proseguimento …e un invito a non sparare subito ma ad informarsi senza inorridire per nulla!!!
    ciao

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