Apple, in un anno le vendite di iPhone crescono del 113 per cento – LASTAMPA.it

Apple ha venduto 3,76 milioni di computer Mac durante il trimestre, dato che rappresenta una crescita in unità del 28 percento rispetto allo stesso trimestre di un anno fa. L’azienda ha venduto 18,65 milioni di iPhone durante il trimestre, dato che rappresenta una crescita in unità del 113 percento rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso. Apple ha venduto 9,02 milioni di iPod durante il trimestre, il 17 percento in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’azienda ha inoltre venduto 4,69 milioni di iPad durante il trimestre, contro i 7,33 milioni nei tre mesi precedenti, un dato spiegabile col fisiologico calo delle vendite nel periodo post-natalizio e con l’attesa per il nuovo modello, presentato all’inizio di marzo.
“Con una crescita del fatturato trimestrale del 83 percento e un aumento dell’utile del 95 percento, stiamo andando al massimo” ha affermato Steve Jobs, CEO di Apple. “Continueremo a innovare su tutti i fronti per il resto dell’anno.”

 

Apple, in un anno le vendite di iPhone crescono del 113 per cento – LASTAMPA.it.

Shirky: “La Rete ci cambia in meglio”

La Rete ci usa, ci sfrutta, ci fagocita e spesso ci cambia. Ma in meglio. A sostenerlo è Clay Shirky, scrittore statunitense esperto di social media e docente presso la New York University, da sempre interessato ad analizzare gli effetti sociali ed economici delle nuove tecnologie sull’uomo. Nel suo ultimo libro “Congnitive surplus, creativity and generostity in a connected age” (2010, Penguin Group), Shirky – a Barcellona per la XVI edizione della “Universe Conference” di Teradata – evidenzia come il Web abbia favorito la nascita di nuove forme di espressione e collaborazione, in un vortice creativo che eleva gli utenti a promotori culturali superando l’atteggiamento, tipicamente fordista, di consumo.

Shirky: “La Rete ci cambia in meglio” – LASTAMPA.it.

Spreaker, una nuova piattaforma per creare radio online

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Di siti che permettono di creare radio online ne esistono molti. Spreaker, però, è la prima piattaforma che ha pensato di sviluppare il connubio tra talk e musica.
Quest’idea, del tutto innovativa, porta il marchio made in Italy, nonostante venga, già, utilizzata in tutto il mondo.
Connettendovi a questo sito potrete, anche voi, diventare dei veri e propri DJ. Basterà inserire una email, uno username e una password e darete inizio alla vostra avventura!
Cosa vi offre in più Spreaker, rispetto agli altri? Innanzitutto, la possibilità di essere autonomi nella realizzazione del vostro show, grazie alla DeeJay Console on-line.
Inoltre, come già è stato precisato sopra, puoi decidere di creare shows di solo parlato o di musica a seconda dei tuoi gusti.
Gli argomenti li decidi tu e anche le tracce, facendo attenzione che si tratti di brani legalmente acquisiti.
Vuoi scoprire nuovi pezzi musicali? Nella libreria di Spreaker, hai a tua disposizione 4000 brani di gruppi emergenti e indipendenti da poter ascoltare.
Un’altra novità, da tenere a mente, è la possibilità di decidere liberamente quando trasmettere live o registrare un podcast.
Se sei in diretta puoi, inoltre, interagire con il tuo pubblico grazie al servizio della chat online.
Se, invece, registri un podcast, puoi postarlo su Facebook o sul tuo blog, così da aggiornare sempre i tuoi followers sulle nuove pubblicazioni.
Che aggiungere? Possiamo sentirci orgogliosi di questa novità all’italiana!
(segnalazione a cura di (Giulia Magaldi)

 

Cinema, sentenza senza precedenti contro Yahoo! Italia – LASTAMPA.it

La nona sezione del tribunale di Roma “inibisce a Yahoo! la prosecuzione e la ripetizione della violazione dei diritti di sfruttamento economico sul film About Elly mediante il collegamento a mezzo dell’omonimo motore di ricerca ai siti riproducenti in tutto o in parte l’opera, diversi dal sito ufficiale del film”.

via Cinema, sentenza senza precedenti contro Yahoo! Italia – LASTAMPA.it.

Un po’ di cose che so sulle centrali nucleari

È da quando hanno cominciato a diffondersi le notizie sullo stato dei reattori nucleari giapponesi dopo il terremoto che provo a scrivere qualcosa in merito. Ma è difficile. Sono troppo consapevole che appena si parla di nucleare si entra in un campo in cui si ragiona di pancia, più che di testa, e in cui meno si sa più si hanno certezze. Purtroppo, invece, questo è un argomento in cui è quasi impossibile semplificare senza che vada perso qualcosa di essenziale.

Keplero: Un po’ di cose che so sulle centrali nucleari.

Uno studio lungo tutta la vita

In una fredda settimana di marzo, in una Gran Bretagna appena uscita dalla guerra, nascono cinquemila bambini. Bambini qualunque, protagonisti però di uno studio eccezionale. Già dalla nascita, ogni dato della loro vita viene registrato dai medici: non solo peso e stato di salute, ma anche il numero di stanze della loro casa o il lavoro del padre. Nel corso degli anni ogni aspetto quantificabile della loro esistenza verrà misurato, catalogato, archiviato e pubblicato: fino a oggi quando, come riporta Nature questa settimana, compiono 65 anni.

Leggi tutto su Il Post > Uno studio lungo tutta la vita | Scienza | Il Post.

La mente accresciuta secondo Derrick De Kerckhove

«La mente accresciuta è l’ambiente cognitivo, attivo sia a livello personale sia collettivo, che le tecnologie intessono attorno a noi e dentro di noi, attraverso Internet in particolare e l’elettricità in generale. Funziona sia come memoria estesa sia come intelligenza di elaborazione per ogni individuo che usa tecnologie elettroniche, dal telegrafo, al “cloud computing”, a Twitter. Unisce le persone invece di dividerle, come è successo con l’alfabeto, e tiene conto di qualsiasi quantità di voci singole all’interno di uno spazio di informazione fluido, definibile in base agli individui e alla comunità che lo abitano, seguendo i bisogni collettivi. Può assumere svariate forme e mettere in comune risorse individuali in servizi come Wikipedia, o esternalizzare e oggettivare il nostro processo di immaginazione in contesti di finzione in grado di offrire all’utente esperienze in presa diretta, come Second Life». 

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