Windows 8 in arrivo

Ecco il nuovo nato della famiglia Windows di Microsoft appena presentato al CES di Las Vegas.

Il nuovo Windows 8, in arrivo nella versione definitiva alla fine dell’anno, opera una rivoluzione sulle vecchie versioni di Windows: le applicazioni-mattonelle sono il nuovo centro del sistema operativo, tra queste ce ne sarà una “desktop” per portarci alla vista tradizionale di Windows. Anche il browser Explorer è destinato a cambiare, diventando a sua volta Metro-style. Così i pc del prossimo futuro potranno essere utilizzati sempre con tastiera e mouse (o trackpad), ma anche con comandi touch direttamente sullo schermo (in stile smartphone) oppure con movimenti e comandi vocali (in stile schermo televisivo). Il che lascia facilmente immaginare una nuova generazione di computer portatili (quelli fissi probabilmente saranno sostituiti in toto dalle smart tv) con caratteristiche adeguate alla possibilità offerte dal sistema operativo. E anche se gli attuali, e i futuri, pc con Windows 7 saranno perfettamente compatibili anche con l’8, rischiano di diventare molto in fretta prodotti di un’altra generazione, ormai superata (fonte).

Microsoft deve sapersi reinventare, sono anni che non riesce a farlo. Magari con Windows 8 è la volta buona.
A me sembra una rincorsa verso sistemi più evoluti come MacOS e Android OS… Ma io, si sa, sono di parte.

Caucus? cau´-cau-as´u?

Per chi si chiede cosa sia… (ma la domanda è “come mai non ne abbiamo mai sentito parlare?”)

Nella politica statunitense la parola caucus ha diversi significati, pur essendo questi in stretta relazione tra loro.Un tipo di caucus è l’assemblea di un partito politico o di un sottogruppo per coordinare l’azione dei suoi membri, stabilire un orientamento collettivo o nominare i candidati a una carica. Il più celebre esempio di questa tipologia è quello adottato da alcuni stati dell’unione per scegliere i candidati alla presidenza degli Stati Uniti.

L’origine del termine “caucus” è oggetto di discussione, anche se generalmente si concorda che il suo uso nella lingua inglese ha origine negli Stati Uniti. Secondo alcune fonti deriverebbe dalla parola in lingua algonchina che significa “consiglio”, cau´-cau-as´u, e venne probabilmente introdotta nel gergo politico statunitense grazie al Partito Democratico di New York, noto come Tammany Hall, che amava usare termini dei Nativi Americani. Altre fonti sostengono che derivi dal latino medioevale caucus, che significa “recipiente per bevande”, e lo collegano al Caucus Club della Boston coloniale.

(fonte Wikipedia IT)

E qui trovate come mai il test nell’IOWA è così importante nelle primarie per le presidenziali.
Qui come funzionano i Caucus per i due maggiori partiti americani.

Tutto chiaro no?

Qui un ulteriore approfondimento corredato dal video che trovate qui sotto della ABC.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=0RXie7FJqOA[/youtube]

Dei blog che non muoiono mai, dei siti che ormai sono blog e i social cosi

Da quando esistono i blog sono qualcosa di “provvisorio”. Ogni anno sembra essere l’ultimo anno.
Ma i blog esistono da oltre dieci anni e ci sono ancora, sono lì, sopravvivono. Più volte anche io ho detto che stavano per morire, ma ora un po’ mi devo ricredere. L’argomento è scacciafiga come direbbe il buon Enrico, ma va sintetizzato un piccolo passaggio che sfugge ai più.  O almeno mi sembra.

I blog che sono morti e defunti sono quelli nati per gestire cose semplici, qualche diario, qualche chiacchiera, la quotidianità anche stupida e leggera: condivido foto, battute, aforismi, video da youtube, orribili gif e jpg trovati in rete, qualche notizia del media mainstream (i soliti quotidiani on line, i siti di notizie, ecc. ecc.). Insomma quello che gli “autori/utenti” alla fine hanno imparato a fare su Facebook, semplicemente perché lì ci sono tutti, amici e non amici, conoscenti o sconosciuti. Scrivo qualsiasi cosa e mi arrivano tonnellate di mi piace, commenti, link. Esattamente come succedeva nelle tribu dei blog, anche quelle erano piccoli Social Network. Da Splinder in sù. Facebook non è casa tua, ma neanche un blog su Tiscali lo era. Quindi i blog “leggeri” sono stati abbandonati a favore della Grande Social Rete.

Sono sopravvissuti molti blog, quasi privi di commenti, con i post rimbalzati guarda caso proprio su Twitter, FriendFeed, Facebook e ora anche Google+. Sono sopravvissuti i blog di nano-publishing che ormai non sembrano più blog (tanto sono infarciti di ADV). L’anima dei blog si è impossessata di tutti o quasi i siti web e per la maggior parete sono “blog nascosti” realizzati con CMS come WordPress (come quello che state leggendo). Facile, semplice, tuo. Ma meno aggiornamenti, meno commenti, meno lettori di RSS. Ma forse – e dico forse – con una maggiore qualità dei post. Scrivo meno, scrivo meglio…

Poi ci sono i siti internet quelli seri, quelli che non usano il modello dei blog. Quelli però ormai fan tutti l’occhiolino ai social network e in alcuni casi al successo di piattaforme con iOS nate per gli iPhone e opportunamente migrate su iPad e affini.
Quindi l’importante ai fini del web marketing è sempre stare sui social network o almeno da un po’ di mesi su un tablet.

Quindi il web è più o meno questo. L’utente scrive e partecipa dove sa che ci sono altri utenti che scrivono e partecipano. O almeno leggono.

Tanti blog chiusi o in via di chiusura (Splinder chiude tra meno di 30 giorni per esempio).
Qualche blogger che continua imperterrito (come il sottoscritto) ad aggiornare uno o più blog, meno di prima, e forse con meno entusiasmo (inserendo rigorosamente i link sui vari social) e… Facebook (per ora).

Poi c’è Twitter, che ora va di gran moda. Io l’account l’ho aperto esattamente 5 anni fa, ma ora Twitter (a cui vanno tutte le mie simpatie) piace tanto perché ci sono i VIP italiani (forse grazie al successo di smartphone e tablet che rendono semplice la twittata). Così uno ha la sensazione di essere amico di Fiorello, Jerry Scotti, ecc. ecc.
Nutriamo il nostro ego di persone normali usando un po’ le tecnologie per sentirci in fondo meno soli e meno sconosciuti, cosa che su Facebook è ormai meno facile da ottenere.

Forse il web è questo o forse no. Evolve in tante direzioni, dire cosa sarà domani è tremendamente pretestuoso dirlo.

Guru copia, traduci e incolla…

Basta che un fantastico editorialista (!!!) tecnologico scriva la menata di inizio anno e due autorevoli testate (una nuova e digitale e una storica e tradizionale) si buttano a capochino sulla traduzione (un po’ maldestra) con commenti un pochetto maldestri. Sono due articoli quasi fotocopia. Vediamo un attimo cosa dice Mr Kevin…

1. A camera as easy to use as a phone.
You know what’s fun about my camera phone besides the fact that I can email and Tweet photos instantly? Their user-interfaces are super simple. Not so on most pocket cameras, a device whose sole purpose is to take pictures. Clunky settings menus are especially inexcusable from cameras that come from companies that also make mobile phones. Haven’t these guys heard of synergy? Would it be that hard to make a camera user interface using the Android OS?

Caro Kevin, ci sono centinaia di macchine fotografiche con interfacce utente molto semplici. Il problema è che in ogni caso si deve girare con una macchina fotografica e uno smartphone in tasca. Cosa diversa è se stiamo parlando di una Reflex, che di suo ha molti vantaggi, ma anche molti svantaggi. In alcuni casi è sufficiente accenderle e posizionarsi su “automatico”… Non è poi così impossibile. Ah be’, basta togliere il tappo dall’obiettivo prima.

2. More people using the Rdio app. Besides “Do you know when the new iPhone is coming out?” (I don’t) the #1 question I received this year from friends and colleagues has been: “How do I get unlimited music on my iPhone?” The answer I always give them: Rdio. Pay $10 a month, download all the music you want and browse through it in a simple, iPod-like interface. It’s how I listened to most of my music in 2011.

Ci sono un sacco di altri servizi simili, economici o meno. Se Rdio arrivasse in Italia (dopo abolizione della SIAE ovviamente) costerebbe almeno il doppio. Misteri italici. Quella è la strada, ma noi dobbiamo ancora partire. Una cosa… In Italia abbiamo reti UMTS e WIFI scadenti, un po’ complicato ascoltare buona musica in streaming. Come si si diceva, siamo ancora al palo…

3. A true Google tablet.
When Google acquired Motorola this year, the company said they wouldn’t give preferential treatment to Motorola when it came to the Android OS. But they should. Sure, it will probably anger all of their partners who rely on Android, but a deeper marriage between hardware and software could result in a tablet worth buying that’s not an iPad. I’m being harsh, but it’s true: That hasn’t been invented yet.

Kevin Google credo che sappia bene cosa fare. Il problema è che Motorola al momento non è il top per quanto riguarda la produzione di device. Hanno sicuramento dei bei problemi interni da risolvere. Per ora è molto meglio che Android viaggi su tanti tablet per poter evolvere. Certo che un “mono-brand” Google/Motorola dovrebbe conquistarsi da zero delle belle fette di mercato. Davanti ha tanti antagonisti che montano Android (non ultima Amazon) e i tablet di Apple… Due bei competitor.

4. No more 3D TVs. Come on, guys. Who’s buying these things? Get back into the business of making mind-boggingly enormous and crisp screens already.

Qui hai ragione da vendere. Io forse come proposito direi che sarebbe bello che tutto il “modello TV” cambiasse. Una TV connessa con programmi On demand, non sarebbe male. Magari usando ADV in stile web ove necessario. La 3D TV è una boiata pazzesca (cit.) e secondo me va anche star male dopo 20 minuti (ma di più non ho mai provato).

5. The end of “Is this ad relevant to you?” surveys on Hulu.
Because none of these ads are relevant. You know what was relevant? That show I was just watching before this Febreze ad popped up.

Da noi tradotto in “messaggi pop up di Youtube”… Be’ è vero, ma in fondo da qualche parte devono pure trovare i soldi no? ADV sui video è ancora un ambito di applicazione del marketing tutto da sviluppare. E si cerca di andare a colpire il target, che spesso ovviamente si scosta perché non vuol essere colpito.

6. “Siri, unlock my iPhone.”.
Instead of typing in a passcode, wouldn’t it be great if Siri could unlock an iPhone simply by recognizing its owner’s voice?

Prima facciamo in modo che capisca anche altri linguaggi. Mi rendo conto che sbloccare l’iPhone sia un problema, ma magari… Anche no.

7. More simultaneous video-on-demand and theatrical releases.

The best part about the finance drama “Margin Call”? I didn’t have to leave my couch to watch it. It’s doubtful new flicks from Hollywood will embrace the Web anytime soon—a plan to put out “Tower Heist” on demand weeks after the theatrical release for $59.99 was canned after theater owners complained—but let’s hope that indie gems are able to find bigger audiences this way.

Non mi sembra una grande idea. Sicuramente il massimo per sviluppare la pirateria oltre i limiti odierni. Forse sarebbe la morte del Cinema. Sarebbe più furbo parlare di nuove forme di fruizione e di vero video on demand.

8. The return of HP’s WebOS
After killing it off along with their TouchPad tablet, HP announced in early December that WebOS would be given to the open source community, meaning hardware manufacturers could choose to use it on their own devices instead of, say, Android. I’m rooting for a healthy second life, as it was an elegant, easy-to-use operating system for smartphones and tablets that was never given a real chance.

WEB OS è stato massacrato da HP che non ha mai sfondato sul mercato mobile con nulla. Ha anche distrutto il mito PALM. Proviamoci con l’opensource, ma senza tante speranze se guida le danze HP.

9. A 7-inch iPad.
Everyone’s abuzz about the unconfirmed talk of an Apple television that utilizes voice commands à la Siri, but the product that I’d really like to see from Apple is a paperback-sized iPad that could fit in a coat pocket. Bigger than an iPhone + smaller than an iPad = just right.

Indispensabile direi. Ma anche no. Un tablet è un tablet… 9/10 pollici vanno bene. Sotto è un ibrido un po’ strano, starà pure in tasca, ma poi perché?

10. A real reason to use Google+
Social networking doesn’t need to be all about Twitter and Facebook, but until Google+ gives folks a real reason to use it—other than the fact that it’s not Twitter and Facebook—mainstream social networking in 2012 is still going to be about, you guessed it, Twitter and Facebook.

Google+ non è malaccio, ma cerca di fare male le cose che fanno bene TW e FB. Una nuova via era percorribile (la cosa delle cerchie magari no). Vediamo cosa succede, ma ho il serio sospetto che sarà difficile non fare la fine di Orkut.

 Il tutto ovviamente IMHO.

 

 

Anniversari nel 2012

Un bel servizio/gallery ANSA ci ricorda un po’ di date e un po’ di personaggi, molti legati all’Italia altri al resto del mondo.
Gli anniversari si sa piacciono tanto ai giornalisti e fanno colore, quando non sfociano in vere e proprie manifestazioni “monografiche”, spesso dolorose, soprattutto se sono le pubbliche amministrazioni a dover elargire denaro a destra e manca per le celebrazioni.
L’elenco è denso e interessante. Di seguito uno stralcio del lancio e qui tutto l’articolo.
Strano, ma mancano due date importanti… i cento anni della nascita di Turing e i 40 anni… della mia nascita. 🙂

Se il 2011 e’ stato dominato dall’anniversario dei 150 anni dell’Unità, il 2012 si annuncia come un anno senza un momento centrale, ma con un menù vario di eventi da ricordare, anche se non sempre da festeggiare. Come sarà il 28 ottobre, 90/o anniversario della marcia su Roma e dell’inizio del regime fascista; o il giorno prima, il 27 ottobre, 50/o anniversario della morte in un attentato (secondo l’ultima ricostruzione della magistratura) del presidente dell’Eni, Enrico Mattei.

Ma merita di essere ricordato che cento anni fa, nel 1912, veniva introdotto dal governo Giolitti il suffragio universale (maschile, perché le donne dovranno aspettare il 1946). O che dieci anni fa, il primo gennaio 2002, cominciava la circolazione dell’euro.

Fra gli anniversari rotondi, spiccano il centenario del naufragio del Titanic e i cinquant’anni dalla morte di Marylin Monroe, il sex symbol del XX secolo: per una curiosa coincidenza, ricorrono quest’anno gli anniversari della morte di altre icone della bellezza come Grace Kelly, Ingrid Bergman e Romy Schneider (morte nel 1982) e Marlene Dietrich (1992).

Mentre la Biancaneve di Walt Disney, 75 anni fa, inaugurava la storia del lungometraggio a cartoni animati.

Per la Gran Bretagna e per tutto il Commonwealth, il 2012 sara’ l’anno del 60/o anniversario del regno di Elisabetta II. In altri paesi le date piu’ evocative sono i 600 anni dalla nascita di Giovanna d’Arco per la Francia, o i 300 da quella di Federico II per la Germania.

Mentre per gli Stati Uniti ricorre il 70/o anniversario dell’elezione di Franklin D. Roosvelt (la prima di quattro consecutive).

Nella Chiesa cattolica, la data più importante è il cinquantennale dell’apertura del Concilio Vaticano II; ma possono ricordarsi anche il centenario della nascita di Albino Luciani, che sara’ Papa per 33 giorni, e il 75/o dell’enciclica Mit Brennender Sorge, con cui Pio XI condannava il regime nazista e l’ideologia del razzismo.

Per il nostro paese, riemergeranno fatalmente i ricordi degli anni di piombo, con il quarantennale dell’omicidio Calabresidella morte di Giangiacomo Feltrinelli e della strage di Peteano; ma anche con il decennale di quel ritorno di fiamma che nel 2002 costa la vita a Marco Biagi.

A livello internazionale, invece, il ricordo più bruciante è quello delle Olimpiadi di Monaco 1972, segnate dalla strage degli atleti israeliani.

Cento anni fa moriva Giovanni Pascoli e nasceva Renato Rascel.

[…] Continua su Ansa.it

Come sarà il futuro?

Ecco le previsioni di Tim Bajarin per PCMag.com.
Sono tutte riferite al mondo tech ovviamente. Alcune sono assolutamente “possibili” a mio avviso. Altre un po’ meno. A voi il giudizio, se ne avete uno.
Ecco le 10 previsioni per il 2012.
Per altro anche IBM ha lanciato la sua previsione “5 in 5” sulle nuove tecnologie. Anche qui non è facile capire se gli analisti hanno una buona sfera di cristallo. Stranamente nessuno ha mai previsto nel tempo le grandi “innovazioni” (come iPad, la Wii, ecc. ecc.). Ma questo può anche essere compresibile.

Eliminare la timeline di Facebook

facebook

Dal 22 dicembre tutti gli utenti Facebook (in tutto il mondo) avranno la nuova timeline (o diario) come pagina personale di Facebook. Una struttura diversa, una specie di “macchina del tempo” con una usabilità tutta da dimostrare – ma facebook non è mai stato un grande esempio di ergonomia – va detto.
Ora la domanda che ricorre in molti – visto che le novità fan sempre paura a tutti – è: “come faccio a rimuovere la timeline?” … La risposta è solo una (anche se nel supporto Facebook non viene detto): NON SI PUO‘.
Facciamocene una ragione o passiamo a Google Plus… Che poi alla fine, non è che sia poi così malaccio.