Ogni volta che inizio il mio corso sul Project Management (prima all’Università e negli ultimi anni allo IED di Torino) chiedo agli studenti cosa sanno sull’argomento, che definizione darebbero di “progettazione” e se hanno mai avuto una qualche esperienza con un progetto definito, ben pianificato e in cui erano parte attiva di una o più task. La risposta è quasi sempre vicina a un bel “NO”. Anche da parte degli studenti un po’ più senior che nella loro vita professionale, nell’ambito della comunicazione e del digital in particolare, dovrebbero avere qualche forma di contaminazione, anche solo parziale e superficiale, con il Project Management.

Io inizio le mie lezioni sapendo di dover scrivere su un libro quasi bianco, ma nel mio cervello, mentre le slide scorrono, la mia voce racconta e la mia mano disegna GANTT o altre cose alla lavagna, risuona sempre la solita domanda: “ma come è possibile?”. La progettazione dovrebbe essere insegnata anche nelle scuole superiori e all’università, perché è la base di tutto, anche di una semplice ricetta di cucina (e infatti io faccio un sacco di esempi gastronomici per spiegarne alcuni concetti).

Io spero che, negli anni, le basi che ho lasciato ai ragazzi siano una traccia a loro utile per poter migliorare nella loro professione. Non pretendo che tutti diventino abili project manager, ma mi auguro almeno che un minimo dei concetti che racconto rimanga in loro e li aiuti ad affrontare in modo diverso i progetti che, nella loro vita professionale, per forza di cose, dovranno incontrare.

Detto così sembra quasi una missione: diffondere il verbo per evitare che le lacune della scuola e dell’accademia o la mancanza di curiosità creino danni nel mondo che ci circonda. Ovviamente la mia capacità e la mia potenza di fuoco sono limitati, ma almeno qualche decina di studenti in questi anni di insegnamento qualcosa ha sentito. Spero sempre che non si trovino attoniti e impreparati davanti a un GANTT o a una board Kanban.

La domanda comunque non smette mai di risuonare nella mia testa: “Ma come è possibile?”.

Vi lascio un bel grafico (e un buon link) che ritengo sia molto utile per affrontare l’argomento in modo semplice e ben strutturato.

E questo è il link di: How to manage a How to Manage a Project Team Effectively

Diffondete anche voi il verbo, se vi va. Male non fa.

Buona lettura.

Pubblicato da Andrea T

Andrea Toso

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