Il medioevo digitale italiano

Noi parliamo tanto di Creative Commons, di nuove forme di regolamentazione dei diritti di Autore in rete e dell’evoluzione dello scambio di contenuti in rete e questi geni escono con una proposta degna del medioevo.
Cosa possiamo fare? Continuiamo con quello che facciamo, loro soccomberanno in mezzo a mille e mille scartoffie. Il mondo va avanti e loro fanno acrobatici salti indietro.

Qui alcune news legate all’argomento, piuttosto interessanti.
Il peer 2 peer illegale favorisce anche la major (studio olandese)
DRM, la marcia indietro delle major
Il DRM è morto, abbasso il DRM (La Stampa)

Alla ricerca del layer digitale

Pubblico un articolo che ho scritto qualche tempo fa per Oxygen (che purtroppo non ha un sito internet serio, un vero peccato). Lo riporto integralmente.

«L’attitudine è un’energia creativa che cambia il mondo. A questo proposito ho creato un
concetto nuovo: quello del santo elettronico, colui che ha l’aura elettronica, costituita da tutte
le connessioni comunicative che collegano la persona al mondo e ad altre persone. […]
L’aura è la dimensione tattile che sta fra la persona e il mondo, e oggi è così forte che crea
una situazione nuova: la possibilità di essere tracciati e rintracciabili. Siamo immersi in un ambiente di dati e informazioni. Le antiche teorie dei maghi sull’aura parlano di fili che possono essere rintracciati e tirati, esattamente come avviene oggi con l’aura elettronica nell’era di Internet. »

Questo intervento di Derrick De Kerckhove sull’Avvenire di pochi mesi fa è utile per avere una visione autorevole e filosofica di come sta evolvendo il rapporto tra l’uomo, la conoscenza e le tecnologie digitali. Secondo lo stesso De Kerckhove, siamo in un momento storico caratterizzato da un «simbolico […] rovesciamento del potere della natura sulla cultura: adesso la cultura regna sulla natura».
oxygenNell’epoca dell’always on e delle connessioni sociali “digitali” non possiamo non notare che l’evoluzione delle reti umane assume forme, fino a poco tempo fa, impreviste. L’aura raccontata da De Kerckhove è un elemento invisibile e impalpabile dell’individuo connesso, ma non per questo meno reale. Siamo rintracciati e tracciabili, siamo presenti in una rete di legami che prima era solo naturale, famigliare e professionale e ora è mediata, estesa, imprevedibile, infinita.
Le social network stanno diventando sempre più reti di relazioni fisiche e reali. L’utente è attivo e cosciente e usa la rete per creare e rafforzare la sua presenza digitale, la sua identità in rete. La sua aura è  impercettibile, ma è nutrita giornalmente o forse sarebbe in caso di dire – minuto dopo minuto – da informazioni e nuove relazioni. Anche un SMS è un elemento che ci lega alla rete, così come l’indicazione del GPS che ci segna la via e ci porta a destinazione.
Siamo genericamente portati a definire l’individuo come qualcosa di diverso dal suo “io digitale”, troviamo sempre che esistano barriere o confini, limiti oltre i quali c’è una netta suddivisione tra ciò che è puramente umano e ciò che è frutto, a volte invasivo e perverso, delle tecnologie della comunicazione e dell’informazione.
Non è detto che sia così vero. Non più, o forse non lo è mai stato. Le tecnologie sono solo mezzi, ma spesso, come è successo sempre nella storia dell’uomo, sono i mezzi e gli strumenti che caratterizzano la vita dell’individuo tanto da risultarne alla fine difficilmente scindibili.
Ora ci troviamo di fronte a qualcosa di simile, ma diverso. Con le tecnologia abbiamo creato diversi “layer” digitali in grado di affiancare il nostro “mondo” reale, di sovrapporsi ad esso, di sostituirsi in parte. Il modello del  “mondo digitale” è conosciuto e diffuso. Ne abbiamo studiato negli anni le implicazioni sociali, psicologiche, economiche e anche antropologiche, ma non ci siamo accorti che facendolo studiavamo noi stessi, la nostra sfera di rapporti, il nostro modo di acquisire e gestire la conoscenza. Mentre studiavamo il fenomeno digitale ci siamo resi conto che stavamo studiando l’individuo, la sua identità reale e non solo quella mediata dalle nuove tecnologie.
Facebook  è oggi la rete sociale di maggior successo. È a tutti gli effetti un esempio concreto di layer digitale. In Facebook c’è una “massa critica” di utenti, che usano l’applicazione per alimentare e creare rapporti, per svago o per lavoro con estrema naturalezza.
Nelle reti sociali annulliamo lo spazio e il tempo, riscopriamo i vecchi legami, ne creiamo di nuovi, entriamo e usciamo dalla rete con i tempi normali della nostra vita.
Il nostro “io digitale” forse non è mai esistito o se è esistito ora ha lasciato spazio a comportamenti, contenuti e relazioni che meritano la nostra attenzione più degli strumenti, più degli ambienti o della mera tecnologia.

Oxygen è una bella pubblicazione cartacea trimestrale dell’Enel curata da Codice Edizioni. Tra gli altri autori: Enrico Sola, Antonio Sofi, Giorgio Gianotto, Clay Shirky.