Se non lo puoi battere copialo…

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Mi sembra (ma potrei sbagliarmi) che le case di produzione di cellulari e palmari stiano tutte spudoratamente copiando l’iPhone. Tutte. Compresa la Nokia, che ad oggi è (ancora) leader del mercato della telefonia mondiale. Samsung, LG, HTC e Nokia hanno tutte seguito la strada di Apple e prodotto uno o più modelli simili al telefonino della casa di Cupertino.
Molti diranno che sono prodotti superiori all’iPhone e che i consumatori in questo momento sono vittime inconsapevoli dei trend, ma a mio avviso qualcosa è realmente cambiato. Per anni abbiamo aspettato il dispositivo “always on” e usabile e non arrivava mai. Perché l’illuminata Nokia o la “progressista” HTC non hanno prodotto il primo di questi dispositivi “moderni”? Mancanza di vision o politiche commerciali troppo “conservative” e tradizionali? Perché Nokia ha continuato a vendere un oggetto “antico” come il Communicator spacciandolo per costosa innovazione per utenti business? In realtà parliamo di un “mattone” sgraziato, costosissimo e assolutamente poco usabile.
Probabilmente la mancanza di vision porta a politiche commerciali prive di elementi veramente innovativi.
E quindi tutti alla rincorsa di iPhone. Anche RIM (Blackberry) rincorre con Storm senza puntare invece su quello che l’ha resa famosa e competivia sul mercato (anche se con telefoni mediocri e brutti): la tastiera QWERTY e il push mail che funziona davvero. Mistero.

La guerra si combatterà su 4 livelli:

– usabilità del device e del sistema operativo
– sistema operativo (l’unico antagonista serio per iPhone sembra essere Android di Google, Windows Mobile 6 è un clone di un SO ridicolo)
– capacità di connettersi in modalità seamless (il grande pregio di iPhone)
– disponibilità di applicazioni (Apple Application Store in 6 mesi ne ha raccolte 10.000).

Il prezzo, come abbiamo visto per iPhone, non pare essere un limite alla diffusione e commercializzazione, quando il buzz marketing funziona a dovere e i telefoni da semplici device diventano very status symbol.

Vedremo come va con il Natale. A naso direi che sotto all’albero ci saranno un sacco di mele.