Inchiesta Diario Aperto… Fortissime Perplessità.

Oggi, visto che non sono in ufficio, causa malattia, ho deciso di guardare le mail e rispondere a vari inviti, tra cui quello di Diario Aperto per l’inchiesta SWG sui blog italiani. Ho ricevuto l’invito tanto tempo fa e non ho mai provato la compilazione del questionario. Mea culpa. Però meglio tardi che mai, no? Inizio con entusiasmo, visto che è sponsorizzata da cari amici bloggers (oltre che da Splinder, Punto Informatico, …)
Peccato che il mio primo click qui abbia prodotto subito un sobbalzo sulla sedia.
Tante righe orizzontali e basta. Ohibò… ma come?
Ho pensato che il sondaggio fosse chiuso, eppure Luca aveva annunciato che era ancora aperto…
Invece, sob, è un problema di browser. Non funziona con Firefox!!! Ma come??? (peccato che sia un browser molto gradito soprattutto ai blogger)
Apro Internet Explorer, qui funziona. Insomma… diciamo che si apre. Sul “funziona” ne parliamo dopo.
Ho compilato una prima volta, e sono rimasto perplesso, molto perplesso. Mi son detto… adesso scrivo un post di critiche. Devo rileggere il questionario però. Se no, non son critiche costruttive… e ragionate.
Ma se uno riprova a compilare per una seconda volta… metti che la prima non avevi finito, il messaggio è: “List index out of bounds (-1000)“… ehm. Ovvero?
Giusto impedire la seconda compilazione, ma… usiamo un messaggio da essere umani!
Riprovo con Opera che, invece, funziona (era meglio il blocco sull’IP…)
Ricompilo.
La domanda che mi spiazza è “Verso quali tipologie di prodotto sono rivolti i tuoi acquisti on-line?”
Ohibò… e che c’entra con i blog? E’ una domanda voluta da SWG vero???
La seconda che mi spiazza è su “Quali di questi servizi utilizzi?”… Newsgroup, Forum, Instant Messenger, “Chat dentro ad un sito web”… Chat dentro un sito web???? Ovvero?
Mah…
Di seguito mi viene chiesto se leggo blog e se ho un blog (ad esempio MySpace… Che è una Social Network!!!)
Se rispondo che non leggo e non uso un blog vengo giustamente sbattutto fuori. Ok, ho sbagliato… voglio rifare.
Niente. Impossibile.
Vengo rimbalzato fuori. Ho terminato i browser sul PC.
Riparto con il Mac e con Safari. Ricompilo tutto.
Arrivo alla fine… in cui mi viene chiesto se voglio valutare in dieci minuti alcuni blog:

Ok, ma che blog sono??? (alcuni li conosco bene e posso anche comprendere una loro presenza… altri mai sentiti).
Ecco la risposta…. Sono dei blog che si sono candidati ad essere “testati”.
Ma il post di introduzione del questionario sottolinea che la cosa è aperta a tutti e tutti possono farsi fare circa dieci domande dai lettori.
Ok, ma nel questionario (dentro) non c’è scritto il motivo per cui ci sono questi blog (!!!).
Un lettore poco attento potrebbe pensare che sono una “top list” o qualcosa del genere. E comunque, anche ci fossero decine di blog, non comprendo questa sezione (che a tutti gli effetti è sullo stesso livello del resto del questionario).

Concludo dicendo che l’idea del questionario partecipativo era molto bella, ma il risultato francamente è parecchio deludente.
Viste le domande mi rendo anche conto che i risultati saranno un po’… come dire… “banalotti”.
Io eliminerei la parte di valutazione dei blog (quella finale) e proverei a chiedere al lettore quali sono i suoi 3 blog preferiti e perché li legge. Sarebbe stato molto molto più utile (e avrebbe aperto le porte a quest’altra buona idea)
Si poteva fare di più. E farlo meglio. Almeno come piattaforma per l’erogazione dei questionari. Se dio vuole anche in epoca 2.0 si possono usare sistemi rodati e metodologie adeguate che in epoca 1.0 abbiamo imparato (almeno quelle) ad usare molto bene.
Mi rendo conto che i questionari non sono facili da preparare… ma almeno le domande di controllo! (sono un prof rompipalle lo so…)

Peccato, un’occasione persa.

Add on.
Ecco la schermata che mi compare con Firefox 2.0 (su due diversi PC)
Schermata con Firefox 2.0

Pubblicato da Andrea T

Andrea Toso

59 risposte su “Inchiesta Diario Aperto… Fortissime Perplessità.”

  1. Sì, io avevo aperto il sondaggio ma viste le prime domande mi sono ben guardato di raccontare i cazzi miei ai sondaggisti…Che alla fine mi sa che di cose tipo Auditel dato il mio lavoro ne ho abbastanza…
    William il Recalcitrante (mio nome vichingo)
    🙂

  2. Io l’ho fatto con Firefox e funziona, ma sulle domande ho le tue stesse perplessità, soprattutto sull’elenco di blog da recensire: non ne conosco nemmeno uno, e non avevo capito il motivo di quelle scelte, prima di leggerlo qui…

  3. Rispondo al volo alle critiche.
    Sono Enrico Marchetto, uno dei promotori di Diario Aperto.

    a) Più volte abbiamo chiesto le eventuali problematiche con browser di vario tipo.
    Molti si sono lamentati ma posso assicurare che l’abbiamo testato a dovere
    con tutto ciò che ci era umanamente possibile. Io uso solo firefox e safari sia per mac che per pc e non ho mai avuto un problema. Se mi fai una “fotografia” e me la spedisci te ne sarei davvero grato così capisco a cosa fai riferimento

    b) La domanda sugli acquisti online fa parte di una triade di questioni che volevamo affrontare come ben spiegato nel progetto. Il tipo di rapporto tra blogger/lettori di blogger con la sfera pubblica, con i media e, appunto, col mondo dei consumi e nel caso specifico con gli acquisti online. Non vedo cosa ci sia di sbagliato. Nel creare relazioni tra un universo e il suo comportamento d’acquisto. Ti posso garantire, come già dibattuto in moltissime sedi, che i dati saranno distribuiti in modo completamente gratuito e non ci sarà nessuno scopo di lucro. Ognuno sarà libero di fare ciò che vuole.

    c) Sulle chat dentro ai siti web ti riferisci al linguaggio usato? Forse è un po’ naive ma dobbiamo mantenere soglie d’accesso molto basse per accogliere una fascia molto ampia di pubblico, anche il più inesperto. Se tu avessi una pagina su MySpace capiresti il senso della domanda.

    d) Certo. MySpace è un Social Network. Lo conosco bene visto che ho lì una mia pagina da un anno. E ti posso assicurare che l’attività di blogging al suo interno è molto ampia. Cosa dovevo fare secondo te? Privarmi di quel campione solo perchè blogga all’interno di un social network? O chi blogga dentro a MySpace non è un blogger?
    Per favore, meno etichette e più voglia di curiosare, mettere il naso, indagare.

    e) come scrivo spesso, c’è una vecchia legge del web che consiglia di informarsi prima di inserirsi in una discussione altrimenti il rischio di ridondanze è altissimo.
    Il tema dei blog candidati è stato già ampiamente trattato e spiegato nel dettaglio.
    C’è chi si è offerto di propria sponte, c’è chi è stato scelto. Non vedo il problema.
    Abbiamo tentato di rappresentare 15 blog che coprissero un ventaglio adeguato (blogging al femminile, blog associazionistico, blog tecnologico, blog giovanile, blog locale e strettamente legato al territorio geografico e linguistico, blog generalista, blog politico etc.).

    f) tra le altre cose noto l’incoerenza di supportare l’idea di Tony quando Tony è uno dei blogger che ci è stato più vicino nel momento della creazione e della divulgazione del questionario. Ma qui cedo la parola a lui.

    g) Sempre si può fare di più. Sempre si può fare di meglio. Gli standard di eccellenza sono sempre ritoccabili. Noi ci abbiamo provato, nello spirito del web cooperativo provando a far partecipare. Abbiamo tentato la via anche di un certo rigore metodologico anche se la materia in questione è molto ma molto delicata e complessa.

    h) un questionario di queste dimensioni è un’impresa. Te l’assicuro. E credo non sia banale, anzi. E se ritieni che produrrà risposte così banali è un pregiudizio di cui io non sarei così sicuro

    i) scusa perchè mancherebbero le domande di controllo?

    Scusa per la lunghezza

  4. Ho letto il commento di EdTv.

    Sono su Myspace (solo da alcuni mesi) ma non ci vedo tutto questo blogging del quale parlate, vedo solo persone che hanno l’ansia di riuscire ad avere più “amici” possibile, se possibile migliaia…

    La domanda sugli acquisti on-line non ha NULLA a che fare col blogging, scusate se ve lo dico.
    Forse non è stata fatta con malizia, non lo metto in dubbio: ma davvero non c’entra niente.
    Quel discorso accoppiato con l’osservazione sulla “soglia molto bassa” mi sa troppo di marketing e di media tradizionali.

    Sulla questione della scelta dei blog; è assai poco interessante che voi ci abbiate “studiato sopra” e che alcuni si siano “autocandidati” (quindi sapevano già da prima dell’esistenza in fieri del questionario?).
    Palesemente è metodologicamente sospetto.
    Quindi vi consiglio di prendere atto della critica di Axell, ovvero che sarebbe stato meglio far esprimere agli intervistati il titolo di 3 (o quanti vi pareva) blog che leggono e che amano. Quello sarebbe stato un dato SIGNIFICATIVO anche al fine della vostra ricerca…
    Nel momento in cui dedicate tante energie a giustificare quella scelta SBAGLIATA (o se vogliamo essere blandi DISCUTIBILE) fate pensare ancor di più di non essere stati in buona fede. Perchè nessuno può pensare che siate degli incompetenti.
    Almeno, io non lo penso.

    Detto questo, rivendico per gli estensori di eventuali questionari il DIRITTO di comporlo come ritengono più opprtuno.
    Come rivendico il diritto nostro di CRITICARLO o (nel mio caso) di non parteciparvi.

    Saluti a tutti

  5. Io sono uno dei blogger presenti nella lista e vorrei fare una precisazione (in realtà ci sono altre cose di questo tuo comunque appassionato intervento che non mi tornano, tipo lo snobismo verso i blog di myspace, che sono sempre più attivi e il problema su firefox, con il quale a me funziona, ma ha già risposto Enrico). Dunque, non è vero che i blog scelti si sono candidati e che il criterio è “perchè l’hanno chiesto”. Io sono stato contattato, mi hanno spiegato che i blog sarebbero stati molto diversi tra loro (nel tentativo di rappresentare per quanto possibile vari aspetti del blog in Italia) e che l’utente del sondaggio avrebbe potuto scegliere di saltare quella parte. Quindi ho accettato.
    Io capisco tutte le critiche possibili al sondaggio (non è nemmeno mio interesse difenderlo) ma su questo punto mi sembra che si dimentichi una cosa: la blogosfera italiana è complessa e poco omogenea, fatemi una top list di dieci blog a vostra scelta e vi troverò centinaia di blogger che potranno dire “io buona parte di questi non li ho mai sentiti nominare”.
    Ciao

  6. William Nessuno,
    fai un discorso errato.

    Se spiego molte volte una cosa non è certo perchè ho la coda di paglia.
    Stiamo scherzando? Se la spiego è perchè mi viene domandato un chiarimento.

    La buona fede è un problema tuo. Nel senso che abbiamo agito in totale trasparenza e se ci sono sospetti, mi spiace. Io tento di dipanarli, ma se persistono amen.

    Certo che sapevano del questionario! Se vai su diarioaperto.it siamo stati noi stessi a chiedere una campionatura particolare. Per capire il rapporto tra un particolare blog e la sua audience. Che poi è una cosa che mi incuriosisce, nel senso: se uso Grazia come campione secondo te sono spinto dalla volontà di fare una marchetta a Grazie? Secondo te è questo il principio?
    Non è che forse usando Grazia ho una campionatura di almeno 500 persone e posso gettarmi su una multitudine di dati interessanti? Un esempio su tutti: siamo così sicuri che un blog al femminile abbia automaticamente un’audience a prevalenza femminile?
    Io sono curioso.

    Altro esempio sui consumi. I blog sono un epicentro eccezionale per la discussione di un acquisto. Che sia il caso di capire come un blog può influenzare un comportamento d’acquisto? Se i mercati sono conversazioni, se è vero che stiamo annullando lo stimolo dell’advertising classico perchè non provare a sondare il terreno?

    Del Marketing per inciso non mi frega nulla. Davvero.

    Ah, per caso qualcuno ha messo in discussione il tuo diritto alla critica?
    Se sono qui a risponderti, non credo proprio.

    P.s. su MySpace la tua lettura è davvero superficiale. Posso mostrarti casistiche interessanti. In ogni caso ho aperto uno spazio
    http://www.myspace.com/diarioaperto se ti va, aggiungimi

  7. Solo per precisare l’intervento di Akille.
    Ho scritto che:
    – alcuni blog si sono candidati
    – altri sono stati scelti

    Tu infatti fai parte di quelli scelti.

  8. Enrico, non te la prendere così. Sono contento che ci siano inchieste così articolate, ma rimango della mia idea per tanti motivi, e sopra mi sembra di averli elencati (anche con un po’ troppa irruenza).

    I problemi con il browser te li ho evidenziati pubblicando sul post uno screenshot (appena inserito).

    Per MySpace. Beh, ho conosciuto e provato la community in tempi non sospetti e rimango dell’idea (avendo un account e avendo amici su MySpace) che con il blogging inteso “all’italiana” e anche in generale, c’entri pochino. E non sono il solo a pensarla così.
    Ho capito cosa è la “chat sui siti web”, ma non mi sembra molto significativa.
    E non capisco cosa c’entri un ritorno a MySpace mentre ne parli. Qualcuno vi ha detto che MySpace è il sistema di blogging più in voga? A parte che NON è un sistema di blogging non credo che sia così cmq molto diffuso. Ce lo direte voi con i risultati dell’indagine, in cui però stranamente non si chiede il sistema di blogging usato se non ricordo male. Ma magari ricordo male.

    “come scrivo spesso, c’è una vecchia legge del web che consiglia di informarsi prima di inserirsi in una discussione altrimenti il rischio di ridondanze è altissimo”

    Questa legge non scritta me le spieghi. Uso il web dal 95 e non la conosco.
    Conosco invece le regole che premettono un’indagine statistica e disciplinano che il questionario va spiegato bene senza che il compilatore sia tenuto a seguire 100 post e relativi commenti sulla questione.

    “Abbiamo tentato di rappresentare 15 blog che coprissero un ventaglio adeguato (blogging al femminile, blog associazionistico, blog tecnologico, blog giovanile, blog locale e strettamente legato al territorio geografico e linguistico, blog generalista, blog politico etc.).”

    Ok, questa frase andava messa prima di quella sezione.
    Aveva più senso. E’ un consiglio banale. Ma rimango dell’idea che sia una cosa un po’ fine a se stessa.

    Ho parlato con Tony, e mi sembra che ci sia coerenza nelle cose che ci siamo detti (tra di noi). Quindi don’t worry. Io non stronco voi ed eleggo altri. Faccio solo considerazioni personali.

    Io ho giudicato il questionario provando a fare la parte dell’esperto e del non esperto, cosa non facile. In entrambi i casi ho trovato cose che non mi aspettavo di trovare. E non ho trovato cose che mi aspettavo ci fossero.

    I metodi di indagine richiedono tempi, modi e forme un po’ complessi, le domande di controllo magari le conoscete voi, ma io ho provato a capire dove fossero e non le ho trovate. Colpa mia, sarò stato disattento.

    Comunque, non te la prendere, la mia è solo l’opinione di Andrea, conta poco…
    Ciao

  9. Achille, francamente, non era il caso né di pubblicare una lista di blog candidati né di pubblicare una lista di blog segnalati.
    Quei risultati servono solo a chi è nella lista.
    Francamente non condivido.

    @Enrico. Non posso ricompilare. Ho finito i browser, ma mi sembra che le domande sugli acquisti esulassero dal mondo blog.
    C’è una domanda che dice “ti faresti influenzare da un blogger?”. Non la ricordo. Se c’è come non detto.

  10. Yeah man, ci conosciamo,
    conosci i miei toni e i miei modi, probabilmente sai che non le mando a dire.

    Ma ci tengo a precisare che mai una volta, te lo giuro su Valentino Mazzola,
    mai una volta me la sono presa. E anche in questo caso non faccio eccezione.
    Difendo un progetto. Ma lungi da me l’idea di prendermela. Ti pare?

    Quella sulla legge del web, era una considerazione sul fatto che in tempi di tag
    basta andare su blogbabel e scrivere Diario Aperto per accorgersi di quanto
    io e gli altri di Diario Aperto abbiamo fatto della trasparenza la nostra parola chiave.
    Aggiungici un po’ di stanchezza mia nel rispondere sempre alle stesse questioni che riguardano la scelta di quei 15 blogger.
    Aggiungici che abbiamo aperto un sito tentando di spiegare il progetto in ogni dettaglio. E cercando la cooperazione e l’approccio partecipativo come prima regola.
    Qualcosa inevitabilmente sarà sfuggito e sono qui a rimediare.
    Probabilmente servirà spiegare meglio il perchè di quei 15 blogger, provvedo.

    Da un punto di vista metodologico, lo sai quanto me visto che più o meno “navighiamo nelle stesse acque” (di fango e merda, n.d.r.), possiamo star qui a discutere di tutto e del contrario di tutto.

    Comunque una cosa dev’essere chiara: “difendere un progetto” non è “permalosità”.
    Anzi.

  11. Per precisare:

    Dom. 81 Hai mai trovato su un blog delle informazioni che ti hanno fatto decidere l’acquisto di un prodotto?
    * si
    * no
    * no saprei/preferisco non rispondere

    Dom. 82 In particolare quali informazioni ti hanno influenzato/a nell’acquisto?
    * La descrizione delle caratteristiche del prodotto
    * La descrizione dell’utilita’ del prodotto
    * Le esperienze positive di chi lo ha utilizzato
    * L’autorevolezza di chi ne ha parlato
    * Per spirito di emulazione
    * Per altri motivi
    * Non saprei/preferisco non rispondere

  12. nel questionario ci sono parecchie cose discutibili, ma questo vale per tutti i questionari del mondo…. quello che si nota è che NON è stato fatto da professionisti, ma generato da una buona idea, condita da molto entusiasmo e da una qualche supervisione (frutto di un mix di esperti della rete ma non di ricerca e di esperti della ricerca ma non della rete). Comunque sia aspettiamo i risultati per giudicare. Senza dubbio ci saranno delle belle gatte da pelare quando chi di dovere dovrà fare le sue analisi e darle in pasto in toto e gratis al pubblico. Un buon indizio per giudicare? vediamo se escono i risultati di tutte, ma proprio tutte le domande poste… in bocca al lupo!

  13. Non ho detto SOLO che rivendico il nostro diritto a criticarvi ma anche che voi avete il diritto di fare i questionari come vi pare (ci mancherebbe!).
    Non voltate la frittata, perciò.
    Continuate a non rispondere al vero punto. Tirate fuori spiegazioni compesse sulla scelta di determinati blog anzichè di altri.
    Noi diciamo SEMPLICEMENTE “Perchè non far dire agli intrevistati cosa leggono?” Per avere una risposta VERA?

    Sapete cosa? Ve lo siete detto da soli: se io vedo una lista rigida di cose che personalmente non leggo, sono spinto a non rispondere… Cosa che ho fatto.
    Capito adesso?

    Su MySpace, conosco diverse persone che hanno uno spazio lì e la loro logica è quella. Me l’hanno proprio detto esplicitamente. Altrimenti non si spieghererebbero quelli che hanno dodicimila amici…360 pagine di links!
    Adesso vado a vedere il vostro Link e vediamo cosa scopro…
    Sono pronto a cambiare idea.
    Magari mi sono perso tutto un mondo di bloggers su my space, finora…
    Io sono pronto a cambiare idea e ad ammetere se mi sono sbagliato, e voi?

  14. William so perfettamente che “non hai detto solo..”
    mi chiedo però cosa ti ha spinto a scriverlo
    visto che la cosa non era assolutamente in discussione. Parlo del tuo diritto di critica.
    Ma è una curiosità nata dal fatto
    che molto spesso le persone sono solite ripetersi che hanno diritto di criticare
    anche quando questo diritto è scontato.
    Ma non è colpa tua. E’ colpa di un “quotidiano” poco propenso alla critica.

    Io sono prontissimo a fare tutte le marce indietro di questo mondo, di ricredermi, di ammettere qualsiasi errore, anche che l’intero questionario sia una stronzata.
    Ma per farlo devo avere degli elementi validi, e se non riscontro la validità
    continuo a crederci, a spiegarlo, difenderlo e diffonderlo.

    Quei 15 blog li abbiamo scelti per poter tessere delle relazioni tra un blogger con nome e cognome e il suo pubblico. Ripeto: un po’ si sono candidati, un po’ li abbiamo scelti. Per colmare qualche buco “rappresentativo”.

  15. ciao

    sono enrico milic di swg.

    sono uno dei responsabili della ricerca.

    su tutte queste questioni si e’ dibattuto gia’ in un sacco di altri luoghi virtuali. si’. esattamente su tutte quante.

    chi e’ autore di un blog e pretende di essere autorevole dovrebbe avere l’accortezza di realizzare che questo mondo fatto di pagine web (tra cui chat sul web che sono una cosa diverse dalle chat come quelle di messenger) e’ un luogo sociale. non e’ un concetto astratto. il web sociale non sono le conversazione tra ilblog.it e qualche altro blog ma e’ un concetto che ha a che fare, in particolare, con il fatto se di alcuni temi si e’ gia’ dibattuto o no in rete, con il fatto di andarseli a cercare e di informarsi in merito. perche’ non siamo in tv, all’interno di un blog: non ci dovrebbe essere un presentatore delle notizie che si arroga il diritto di decidere quello che e’ nuovo e giusto da discutere come se niente fosse accaduto prima.

    per sapere cosa e’ successo prima e che informazione e conoscenza sono state create precedentemente su una serie di temi – paradossalmente sembra utile ricordarlo – c’e’ google, c’e’ technorati, c’e’ http://www.diarioaperto.it, ci sono i due articoli di punto informatico con miriadi di commenti sotto: per non continuare questo gioco idiota per cui dopo l’ennesimo ingenuo e ignaro post devono arrivare le persone che a questo progetto ci hanno lavorato per settimane e ogni volta devono rispondere agli stessi temi ripartendo da zero…

    “about life, experiences, blogging”…

  16. Enrico Milic forse faceva prima a rispondere davvero alle domande poste da Axell che a mostrare tanta prosopopea e degnazione.
    Tra l’altro non era mica tenuto a intervenire per forza.
    Quello di Axell sarebbe stato solo (secondo voi) un post sbagliato e disinformato come ce ne sono tanti.
    La rete ne è piena…
    Che ci vuol fare, tocca portare pazienza, sa com’è, ‘sti ragazzi di oggi…

  17. Ah.
    Capisco di aver studiato invano. Pazienza. Nella vita si fanno tante cose inutili…
    Chiedere direttamente a chi rispondeva al questionario sarebbe stato invece poco scientifico. Mi si si aprono nuovi orizzonti…
    E’ un dato significativo capire se uno legge i blog che dite voi…
    Ma per piacere.

  18. ovviamente il nostro interesse non e’ fare una classifica dei blog, cosa che sarebbe stata FORSE perseguibile con una metodologia quantitativa – dico FORSE perche’ come spiega tony siino in un suo recente post la blogosfera e’ difficilmente sia delimitabile che raggiungibile.
    a noi, come e’ gia’ stato spiegato, tramite i blog sotto esame interessa riuscire a arrivare a segmenti diversi e particolari di lettori di blog. questo ovviamente e’ possibile con una metodologia qualitativa che ovviamente si base sulle scelte dei ricercatori.
    visto che il tono della conversazione non migliora, ti faccio presente che forse ti sei dimenticato l’esistenza di una branca delle ricerche sociali e di metodologie connesse nei tuoi lunghi anni di studio.
    salute

  19. Beh Milic, qui si sta discutendo e non si scrivono cose “idiote” e se la blogosfera è da qualche altra parte allora va bene.
    Vorrà dire che questa è appunto una “chat sul web” (ma per favore!).
    Io ho ricevuto l’invito, ho compilato e ho espresso la mia opinione (e di questionari ne ho anche preparati molti per lavoro) e ti dico che ho delle perplessità.
    Ora, non mi interessa se ne avete già parlato.
    Io sul mio blog posso dire quello che penso. Adesso.
    Avete chiesto prima a molti blogger?
    Bene, buona cosa.
    Ma non c’entra nulla.
    Caro Milic, mi spiace, ma il tuo tono è poco adatto ad una conversazione.
    E qui sta diventando un flame. E non ha senso.

  20. Ultima cosa…

    “…Per non continuare questo gioco idiota per cui dopo l’ennesimo ingenuo e ignaro post devono arrivare le persone che a questo progetto ci hanno lavorato per settimane e ogni volta devono rispondere agli stessi temi ripartendo da zero…”

    Ehi… ma forse stai scherzando?
    Io non attacco il vostro lavoro, ma tu non sentirti attaccato o scomodato.
    Non siamo obbligati a seguire le vostre discussioni in rete e neanche a documentarci prima di compilare un questionario.
    Se io l’avessi fatto con un questionario per i clienti Ipercoop cosa avrei dovuto fare? Dar loro da leggere prima 150 cartelle di discussioni o verbali di riunioni in merito?

    Se il questionario non avesse delle pecche (almeno delle sezioni oscure e mal spiegate, come quella dei 15 bloggers) nessuno vi avrebbe disturbato.
    Chiedo scusa a Enrico per le domande che non avevo ricordato… chiedo venia.

    Cmq ho solo espresso la mia opinione. Tu la tua, Enrico la sua e pace, William la sua (anche Michele l’esperto).
    Ma Milic che tono è????!!!!

    “about life, experiences, blogging”… consiglio di imparare bene soprattutto il significato dell’ultima parola.

  21. guarda che io contesto le tue opinioni rispetto a temi che tu inquadri, correggimi se sbaglio, come scientifiche o collegate a un dibattito e a dei concetti molto molto discutibili e che in effetti sono stati discussi in rete.
    se hai la presunzione, come ce l’hai, di essere autorevole rispetto alle tue valutazioni dell’impostazione del questionario, credo che faresti bene a leggerti quella che e’ la genesi del questionario e come il questionario e’ stato “discusso socialmente”. visto che di solito, insegnano alle universita’, la genesi e gli autori di una ricerca sono tanto importanti quanto le domande tanto quelli che rispondono.
    certo, dopo ognuno e’ padrone di scrivere quello che vuole dappertutto senza informarsi. un paese libero…

  22. 1. Ho compilato un questionario.
    2. Ho letto il vostro blog.
    3. Ho scritto un post.

    Il punto 2 non puoi imporlo ad un semplice compilatore.
    Ho letto la genesi, rimango delle miei idee. Almeno quelle sulla presenza dei blog “da valutare”.

  23. ma tu non sei un compilatore, sei un autore di un testo e di un’opinione pubblica. hai molta piu’ responsabilita’ rispetto a chi risponde solo al questionario – come fai a mischiare le due cose?

  24. E qui che ti sbagli.
    Io devo raccontare le cose.
    Punto. Come vedi sotto (post sotto) io ci tengo a fare in modo che le “persone normali” abbiano una sponda non geek…
    Se no continuiamo solo a parlarci addosso (avrei detto bj each other)…

  25. e’ fantastico che tu tenti anche di essere pop e non solo colto. e’ quello che tento di fare anche io col mio blog.
    m; )
    a la tua responsabilita’ di autore non e’ che puo’ avere come scusa quelli che ti scegli come interlocutori. anzi aumenta visto che vuoi parlare ANCHE a un pubblico di non colti tecnologicamente. se voglio parlare di blog a mia mamma cerchero’ di spiegarle dei concetti in maniera non tecnica ma neanche malinformata.

  26. abbiamo opinioni diverse, fermiamoci qui, la cosa sta diventando solo rissosa, e gli intenti non erano questi.
    buon lavoro e aspettiamo con ansia i risultati.
    ciao e scusa l’intromissione.
    Mi sembrava importante riportare un’impressione a caldo, non usare il tema per spendere ore e ore di discussione priva di sbocchi.

  27. gli ultimi commenti non li vedo rissosi, non ero ironico. sul serio.
    volevo solo capire il tuo punto di vista sulla questione della responsabilita’ dell’autore di blog e quindi di opinioni, che secondo me e’ cruciale.
    ciao

  28. E tutto deve finire sempre a taralluzzi e vino. No, mi spiace.
    Adesso usciamo con la responsabilità dell’autore di blog/opinioni per deviare da quella di chi mette in piedi questionari.
    Mi pare che l’unico rigore etico che ci resta sia il rigor mortis.
    Amen.

  29. forse mi ripeto: ma le critiche tenetele (teniamole) per la presentazione dei risultati. Se il questionario è spazzatura, spazzatura saranno i risultati. Se il quest. è buono, buono i risultati, e così via (più o meno) …
    Tuttavia visto che la discussione trova molto spazio riguardo la lista dei blog (che se non sbaglio era una sezione facoltativa), io vorrei fare presente che sono ben altri i punti discutibili del questionario. Ad esempio: che senso ha chiedere quanto tempo stai in media collegato? in media de che? (oggi, ieri, ultimi 7 gg, ultimo mese, ultimi 3 mesi)?

  30. william:
    secondo me chi produce questionari e chi produce post sui blog hanno entrambi delle responsabilita’ ben definite.
    per quanto riguarda questa discussione io che sono autore di questionari. e alle critiche sul questionario rispondo con con delle critiche alle critiche stesse: che sono malinformate, poco interessate a sapere il punto di vista e la genesi del questionario. non mi soffermo sui contenuti delle critiche perche’ ho gia’ risposto svariatissime volte altrove sui medesmi punti e in parte lo ha fatto, in questa pagina web, enrico marchetto che e’ l’altro responsabile della ricerca.
    per quanto riguarda questa discussione visto che ho gia’ risposto altrove a queste critiche di fondo, vorrei invece criticare l’autore del post e alcuni commentatori (come te) che pensano di usare il loro potere (piccolo ma sempre un potere e’) di critica facendo finta che non ci siano gia’ informazioni reperibili in materia. questo e’ quello che fanno i peggiori giornalisti che prendono brandelli di informazione, senza verificarli, e li danno in pasto alla loro audience. a me questo non va bene e lo contesto fortemente.
    mentre le mie responsabilita’ etiche le ho gia’ sviscerate nelle stesse risposte alle stesse domande in vari luoghi del web – e non sono luoghi irraggiungibili perche’ hanno inventato google – mi sembra invece che approcci tipo le tue battutine sul rigor mortis siano solo dei bassi tentativi per sviare la discussione. ovviamente puo’ anche non interessare una discussione di questo tipo, ma le battutine tientele per te.

    michele t: concordo

    andrea t: concordo, infatti le critiche le accetto, non accetto che mi si rifacciano delle critiche all’infinito sempre uguali e ignare del passato. perche’ se e’ vero che nel web ci muoviamo in degli ambiti sociali come questo blog, allora bisogna avere riguardo del fatto che le persone responsabili di progetti criticati – come in questo caso – non possono fungere da call center in cui si alza la cornetta, si manda giu’ il bel criticone e se il responsabile del progetto (io o enrico marc.) ti rispondono per le rime allora ti offendi. no, non funziona cosi’. non lavoro in un call center sul web, esigo che se ci sono critiche siano consce e informate. dopo ti rispondero’ e magari resteremo ognuno della sua opinione.

    cheers

  31. Morbin io credo che tu abbia un problema serio.
    Non puoi pretendere che la gente se usa un oggetto e fa delle critiche sul suo uso (dopo averlo usato) debba evitare di parlare perché non conosce le critiche di altri fatte in precedenza o peggio non conosca la genesi dell’oggetto.
    E’ come se ci trovassimo di fronte ad un auto in un concessionario e non potessimo fare dei commenti perché non sappiamo cosa han detto le persone che son passate prima e come è stata progettata per essere com’è.
    Mi spiace carissimo.
    Rimango dell’idea che la supponenza (che qualcuno, forse tu, nei mille commenti a questo post) rivendicavi per il sottoscritto non sia una qualità tutta mia.

    Le critiche, le parole, le cose, le immagini, gli encomi rimangono in rete e in epoca 2.0 spesso i lettori le considerano attuali e degne di commento.

    A me arrivano spesso commenti a post di un anno fa!!!
    Dai molliamo lì con ‘sta storia, pace. Amici tutti. Tanaaa!

  32. andrea t.

    se vuoi possiamo far finta di non continuare a vedere qual e’ il problema. io dico che un blog (e qualsiasi autore nel web) per essere autorevole deve essere conscio delle discussioni precedenti. se no, non e’ autorevole o lo e’ di meno. e aggiungo che mi riservo il diritto di non rispondere a chi, in questi termini, non ritengo autorevole perche’ non posso stare a inseguire rivoli di informazioni continui, replicantisi senza valore.

    ed e’ una situazione ben diversa da quella del concessionario dove tu
    1) acquisti un bene;
    2) non stai facendo delle opinioni in un luogo pubblico ad utilizzo dei naviganti;
    3) non hai la pretesa che le tue pubbliche opinioni siano autorevoli per gli altri (dal concessionario non hai un’audience che ti ascolta).

    il problema della responsabilita’ degli autori di opinioni esiste sui blog ed e’ pure molto importante – non sono certo io a dirlo.

    fine.

    tana.

  33. Potrei essere interessato alla genesi del questionario se voi, invece di negare l’evidenza, aveste spiegato certe cose (e come dice Axell è poco interessante che le aveste già spiegate altrove; a quel punto potevate fare a meno di intervenire del tutto in questo post e lasciraci nella nostra beata ignoranza).
    Comunque NESSUNO di voi ha risposto alla semplicissima domanda: perchè non lasciare dire agli intervistati COSA leggono? Ve l’abbiamo posta sette otto volte ma avete sempre risposto con altri argomenti non pertinenti, nella migliore delle ipotesi limitrofi.
    “la fase di preparazione” non c’entra niente, sarebbe stata più onesta una risposta tipo: “ma se ognuno ci diceva un blog diverso dopo mica potevamo aggregare i dati a meno di non perdere giorni e giorni di lavoro: allora lo schemino di tot blog acelti da noi ci è sembrato la migliore soluzione”.
    Con questo pure io sono annoiato da questa polemica, ormai, e prometto solennemente che non verrò più nemmeno a vedere il post per non essere tentato a re-intervenire.
    Olè.

  34. perche’ ti interessa sapere COSA leggono (quali blog, immagino)? ci sono gia’ altri che fanno classifiche sui blog piu’ visti, no? non capisco lo scopo di una domanda di questo tipo

  35. Premetto che non amo il “flame” scatenatosi e che ritengo che Andrea sia da considerarsi voce autorevole e da prendere in considerazione sempre (ovviamente questo non lo rende infallibile 😛 ma non lo liquiderei come “piantagrane” quando esprime una critica), vorrei fare un paio di precisazioni.Ho sentito alcune volte SWG dando alcune indicazioni e alcuni “caveat” sui pregi e sui rischi di una composizione del questionario “open source” ma preciso di non aver realizzato materialmente io il questionario né parti di esso. Sto seguendo con interesse la rilevazione e mi risero di intervenire nella discussione alla fine.Mi sorprende il passaggio in cui Andrea viene accusato di incoerenza per il suo supporto alla mia idea di indagine sulla blogosfera utilizzando RDS. Trovo inappropriato il richiamo a un’eventuale “incoerenza”. Non si tratta di indagini contrapposte e nessuna delle due potrà certo giungere a conclusioni definitive e immutabili, se non altro perché nella scienza (a cui noi a volte cerchiamo di avvicinarci) le teorie sono buone finché non vengono smentite da nuove teorie più valide. 🙂

  36. se vuoi possiamo far finta di non continuare a vedere qual e’ il problema. io dico che un blog (e qualsiasi autore nel web) per essere autorevole deve essere conscio delle discussioni precedenti

    Questa è una tua opinione. Direi che non la condivido, o la condivido in parte.

    Ho compilato un questionario. Punto. E ho espresso le mie opinioni punto. Posso anche descrivere quello che vedo senza sapere cosa c’è dietro. Non sono tenuto.

  37. Andrea T. : certo che le critiche si fanno (e si accettano) prima durante e dopo. Ma se prima/durante la reazione è questa, figurati come ci sarà da ballare “dopo”!
    Immagina quando qualcuno dovrà commentare e spiegare i dati raccolti sui 10-15 blog “eletti”. Farà una classifica? no? e allora non verrà ripreso molto dalla stampa tradizionale, che in conferenza stampa chiederà: “si, ok, va bene, ma chi è il blog che ha vinto???” (e i poveri curatori dell’indagine rimpiangeranno le cririche di questo post!!!!!!)
    😉 take it easy to all of you

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