La rete sociale degli universitari

Si chiama Campux ed è una social network con localizzazione dedicata al mondo degli studenti universitari.
Peccato che quando la proposi io ad alcuni partner 2 anni fa venne presa sotto gamba. Ma i miei interlocutori erano noti per non capire una fava dell’uso accorto delle nuove tecnologie del 2.0.
Qualcuno è stato più sveglio e l’ha realizzata. Non male.
Link: www.campux.com/

iGame?

Apple PippinSi vocifera di un ingresso di Apple nel mondo (affollato) delle consolle per i videogame.
Dopo l’esperienza Pippin del 1995 questa è la prima volta che Jobs torna alla carica nel mondo del gaming. Forse. Sono solo voci.
E se fosse un potenziamento della di Apple TV? In fondo quell’oggettino che molti dicono essere un fiasco e altri un successo è già il front end di Apple nel salotto di casa dell’utente.
Vedremo, sicuramente non sarà nulla di quello che ci aspettiamo. 🙂
E se il gaming fosse un upgrade di iPhone o di iIpod Touch?
Una cosa provo a dirla. Secondo me sarà qualcosa che sarà molto legata all’online gaming… Steve è convinto (bontà sua) che il mondo sia pieno di wi-fi libere (o meno).
Vedremo.
Io un piccolo spazio tra la mia Wii e la mia 360 lo faccio, non si sa mai.

Oliate i vostri client Bit Torrent

Da Suzukimaruti, ottime news.

A quanto pare lo sciopero della WGA (la Writers Guild Association, non la risoluzione 800×480 degli schermi), cioè il sindacato degli autori televisivi è finito ed è stato trovato un accordo! Si tratta di uno sciopero decisamente “pesante” per noi spettatori, visto che va avanti da molti mesi e ha bloccato praticamente tutta la tv americana, impedendo a tutte le serie di uscire da un certo punto in poi.

Per ora l’unico a dirlo è nientemeno che Michael Eisner, cioè il capo della Disney (cioè l’azienda che possiede la ABC, cioè la televisione che trasmette Lost): non esattamente un estraneo al settore.

Normalmente le notizie sindacali mettono un po’ di noia, ma questa è decisamente importante, visto che ora gli autori torneranno a scrivere le puntate e, dopo una lieve attesa tecnica, le nostre serie preferite (e anche quelle non preferite) riprenderanno finalmente vita.

Insomma, iniziate ad oliare i client BitTorrent, perché si ricomincia.

Perché due giorni di Web a Torino

Molti mi chiedono perché mi sono lanciato in questa avventura. Due giorni a Torino di conferenze e non-conferenze.
Beh, la risposta è complessa. Ma infondo è anche molto semplice.
Prima di tutto perché ci credo. Perché penso che questi momenti siano importanti, importantissimi. E il taglio che ho sempre dato a tutta la mia “azione” sul web è sempre stato quello che Webdays rappresenta: diffondere la conoscenza tra i non addetti ai lavori e soprattutto parlare parlare parlare di cose che prima o poi cambieranno la nostra vita, nel profondo. E in questo ho avuto degli splendidi maestri.
Le prime edizioni dei Webdays (parliamo del 1999) si svolgevano in mezzo ad una piazza dentro ad un tendone, la gente entrava e usciva incuriosita e si trovava davanti personaggi strani che parlavano di cose strane. Ricordo ancora perfettamente un intervento durante una delle prime edizioni. A parlare era un personaggio di Altavista (qualcuno ricorda ancora il primo vero motore alternativo?) e la sua passione aveva fatto breccia nei nostri cervelli e nei nostri cuori. Parlava con entusiasmo dell’incredibile sfida di rendere Internet più ordinata, più a misura d’uomo, più vicina ai bisogni della gente. Mi sembra che quel traguardo non sia ancora stato superato, ma di strada ne abbiamo fatta tantissima.
Abbiamo raccontato tante cose e sentito tante domande incuriosite. Abbiamo iniziato a spiegare cosa era la posta elettronica e ci ritroveremo tra qualche giorno a parlare di social network, di contenuti digitali, di come cambia il modo di pensare e di creare un prodotto editoriale.
Il secondo motivo che mi ha spinto a imbarcarmi in questa cosa è la voglia di vedere gente e di ubriacarmi con i pensieri e le idee delle tante persone che animano con intelligenza e passione questo mondo. E in questa avventura sono al fianco di persone veramente in gamba. Se riuscissimo a trasmettere un po’ di questo fervore, anche solo un 5% della nostra passione, avremmo raggiunto un grande risultato, un enorme risultato.
Ecco, nei due giorni dedicati al web abbiamo un obiettivo: avvicinare la gente e raccontare questo mondo. Un tempo avrei chiamato questa cosa “BDigital” ora mi accontento di definirla: una splendida occasione.

NdB… Ovviamente sto parlando anche del Barcamp 2008, ma il barcamp è un evento fatto di persone e serendipity, è facile farsi coinvolgere.