Il mondo delle immagini digitali sta per evolvere

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=vIFCV2spKtg[/youtube]

Il video qui sopra mostra il nuovo procedimento di modifica e ridimensionamento delle immagini che sarebbe alla base del nuovo Adobe Photoshop. L’algoritmo utilizzato (rivoluzionario e sorprendente) è opera di Ariel Shamir.
Per chi, come me, ha iniziato a lavorare su PC e Mac usando software preistorici, questa presentazione appare esattamente come una magia. Immaginatolo applicato ad un device come Microsoft Surface.
(via Scatto Design Pro)

WordPress theme – IPhone

iPhone
Tra i tantissimi temi di WordPress non poteva mancare quello dedicato al nuovo cellulare della Apple.
Ecco quindi l’iPhone WordPress theme, un po’ pacchiano, ma divertente.
Certo è un pochetto difficile da personalizzare, ma non si può dire che non sia originale.
Demo qui | Download qui

Libero WiFi in libero Stato

Router WiFiIn Italia di un po’ di anni abbiamo una legge stupida e liberticida (promossa dalla Casa delle Libertà) che, tra le tante cose, regola l’accesso alle reti wireless pubbliche, la famosa Legge Pisanu (Art 7).
Pensavo che fosse solo un problema legislativo italiano e poi mi accorgo (grazie alla segnalazione di Mantellini) che non è vero.
La domanda comunque sorge spontanea: Ma quanto ci impiega il governo Prodi ad abbattere la Legge “antiterrorismo” del 31 luglio 2005, n.155 detta “Legge Pisanu” (che tra l’altro è responsabile delle assurde code ai botteghini degli stadi)?
E’ vero, prima ci sarebbe la Legge sul Conflitto d’Interessi e quella dei DiCO, però…

La guerra degli hoster

Il post di Sw4n sulla recente polemica con TopHost fa riflettere. Il numero di siti Internet sono cresciuti, grazie sopratutto ai blog, in modo esponenziale negli ultimi due anni. Le cifre parlano di incrementi tra il 5 e l’8 % rispetto al 2006 anche dei cosiddetti “navigatori” (dati Nielsen//NetRatings, aprile 2007).
I servizi Internet si sono mossi di pari passo? Esiste una vera a propria concorrenza tra gestori di spazio web, mail, hosting, banda e, in alcuni casi, costosi servizi di housing? Sarebbe carino avere dati anche in questo senso, io non ne ho trovati, se non frammentari e in alcuni casi pubblicati dagli stessi Internet Service Provider.
La cosa buffa è che con il fenomeno blog questi operatori ora ospitano veri e propri controllori della loro qualità, che richiedono, molto di più che in passato, performance, serietà, costi bassi e trasparenza.
Ho la sensazione che la concorrenza in Italia sia piuttosto limitata e che i servizi pagati poco alla lunga si rivelino servizi poco stabili e poco affidabili, anche nei casi in cui ci si avventuri in esperienze elitarie e “indipendenti” che bypassano il rapporto diretto con degli ISP.
Un anno fa ho lasciato il mio hoster italiano (piuttosto famoso) a favore di uno americano (non faccio nomi perché mi sembra di cattivo gusto). Allo stesso prezzo  il nuovo fornitore di servizi mi da tutto quello che mi serve e forse anche di più. Quello italiano mi dava il minimo indispensabile (per lui) con notevole cecità rispetto a come si stanno evolvendo la Rete e le nuove applicazioni web-based (è possibile far pagare ancora un database in MySQL?).
Un consiglio spassionato. Non vi accanite con chi a poco vi da poco. Prendetevela con chi a tanto vi da poco. Mi sembra più coerente.

I media e i problemi con il linguaggio informatico

E’ indubbio che i mezzi di comunicazione italiani tradizionali siano in affanno. Dopo un generale disinteresse per la Rete, si è passati ad una totale avversità per Internet e subito dopo ad un forzoso avvicinamento, fatto di errori, omissioni (non citare la fonte quando questa è on line e magari è un blog), furti (foto da Flickr) e stupidi refusi. In poco tempo tutto quello che succede in rete è opera di “blogger” o ha a che fare con Second Life (che è in perenne “sali e scendi”, prima mania in espansione, ora in crollo verticale).

Ne parla anche Luca “Ponti” su Pandemia (ndb. Luca Conti, ma oggi La7 lo ha sottotitolato come Luca Ponti) su un suo post recente.

E oggi Repubblica, parlando dei guai (in ritardissimo) di Skype dice in home page:

Skype torna a funzionare, ma non è al 100%. Mistero sulle cause del blackout
Il servizio telefonico via internet sta lentamente tornando alla normalità. Pare che all’origine del guasto ci sia stato un “baco” nel softer di identificazione

Cosa sarà un “softer”??

RobinGood e i suoi problemi con Google

RobinGood non ha bisogno di presentazioni. E’ da almeno un paio di anni l’anima istrionica e creativa del web italiano, inteso come nuovo media d’informazione e di divulgazione, in continua evoluzione e assolutamente fuori dal mainstream della comunicazione tradizionale. Robin è per tutti un “matto”. Competente, simpatico, ma completamente matto. E’ impazzito Robin Goodper i nuovi media e ne ha fatto un lavoro, originale, ma non privo di rischi. Il suo micro publishing dal basso diffuso in inglese e in italiano e con collaboratori in tutto il mondo (anche con frequentazioni importanti, vedi Howard Rheingold) e intriso da sempre di Google Adsense, sua fonte principale di reddito e da qualche giorno fonte di problemi piuttosto seri.
Google non indicizza più le sue pagine, con conseguente calo di guadagni e rischi finanziari non da poco.
Robin analizza il problema in un lungo post alla ricerca anche solo di una parziale risposta ai suoi problemi.
Partendo dalla Webmaster Guidelines di Google Robin cerca di risolvere il mistero: cosa ha causato la “censura” del principale motore di ricerca nei confronti del suo MasterNewmedia? L’articolo è piuttosto interessante e ne consiglio l’attenta lettura.
Ricordiamo che Robin è anche attivo con la sua NetTV personale (con la quale fa tanta buona sperimentazione) e che è l’anima “video” da sempre di tutti i barcamp nostrani.
In bocca al lupo a Robin e a tutti i suoi collaboratori.

Blogosfera d’Agosto

Agosto non è un gran mese per la Rete. Questo è risaputo. I blogger nostrani in gran parte vanno in ferie, aggiornano di rado il blog (salvo alcuni esempi di blogging nomadico o blog “programmato” con post “pre registrati”) e si adattano ad una navigazione ordinaria priva di picchi e ricca di noia.
La rete sociale è fatta di persone, se le persone non ci sono (o vogliono staccare un po’ la spina) allora la “rete sociale” si addormenta.
Un primo sussulto si è avuto in questi primi giorni di risveglio (anche di questo blog): il caso “Valentino Rossi non paga le tasse” accolto dai blogger nostrani da una vena di delusione e un accenno di rabbia. Un idolo del “popolo della Rete”, come altri, è caduto inesorabilmente nel fango (anche con l’aiuto di un video “berlusconiano” nefasto).
Il secondo caso, più emblematico soprattutto per chi studia e ama, come il sottoscritto, i nuovi media e la tecnologia: il crollo di Skype.
Il colosso della telefonia VOIP da più di 48 ore non funziona in diverse parti del mondo. Aleggia il mistero e si diffonde lo sconcerto per una tecnologia che era ormai considerata “stabile” e sicura.
E se succedesse anche con altre tecnologie? Se Google AdSense si bloccasse, che fine farebbero le centinaia di migliaia di blog che espongono la pubblicità marchiata Google?

E mentre i blogger italiani dormono o sono in vacanza i tipi di BlogBabel aggiornano il sistema (annullando i dati precedenti e le statistiche). Manutenzione necessaria o problemino tecnico?

Attendiamo che la rete si risvegli. E intanto godiamoci questa chicca dal LostManiaci.