Spieghiamo questo mondo… Bdigital!

L’iniziativa di Luca De Biase, coadiuvato da Luca Conti, per spiegare cos’è un blog in 2000 battute (ultimo numero di Nòva) è molto interessante e credo che sia una buona strada per iniziare a raccontare cosa è questo mondo a chi si affaccia al digitale senza avere le “armi” e le conoscenze giuste.
I BarCamp, lo abbiamo capito, sono troppo autoreferenziali. Non credo che continuando a barcampare sugli stessi temi e con le stesse persone in giro per l’Italia si ottenga un risultato particolarmente interessante. Milano, Torino, Roma hanno ospitato interventi interessanti ma ovviamente molto geek con un pubblico per molti versi sempre uguale.
Forse il più interessante è stato veramente quello di Vercelli, il NoCamp. Dove la “non presenza” ha generato comunque contenuti interessanti… 🙂
Siamo al lancio dei BarCamp di Bologna, di Genova, di Udine, di Matera, di Ancona. Quali saranno i contenuti? Quale sarà il pubblico.
Anche nel caso dell’iniziativa di Nòva il problema è sempre lo stesso, chi è il pubblico, chi legge Nòva? Sicuramente non il pubblico che dovrebbe imparare, che potrebbe diventare “massa critica”.
Da una chiaccherata fatta giovedi sera, durante un aperitivo, con Enrico e Vittorio sulla “massa critica” del blogging e sulla questione delle classifiche mi è venuto in mente che qualcosa in realtà si può fare.
Questo blog in realtà era nato anche per queste cose, per essere un approdo semplice e informale alle tante evoluzioni del fenomeno blog e dei media sociali e digitali in genere. Mi piacerebbe che fosse di stimolo per lanciare qualche iniziativa sul tema.

Insomma Andrea, qual è la proposta?

Beh, in poche parole, chi se la sente può fare da “evangelista” della Rete (non solo dei blog). Il metodo è piuttosto semplice, ma è fatto di almeno 3 azioni distinte:

  1. Per ogni prossimo barcamp qualcuno si prende l’onere di fare almeno un intervento (anche in compagnia) che spiega da zero cosa è questo mondo, quale è la sua storia, quali sono gli attori, i movimenti e gli strumenti utili per muoversi con agilità pur non volendo diventare blogger attivi (un po’ la filosofia del WebDays 2004 – 2005 o dei vecchi gloriosi Webbit di Padova (per alcuni seminari).
    Il target saranno le persone che non fanno parte di questo mondo (e che dovranno essere invitate) e i media tradizionali.
    Chi si prende l’onere per i prossimi barcamp? Io suggerirei che lo facciano alcuni “blogger navigati”.
  2. Presidiare Wikipedia Italia.
    Wikipedia è il punto di approdo principale per il “navigatore normale”, per lo studente, per il professionista a caccia di definizioni, di istruzioni, di conoscenza. Le definizioni contenute nella versione italiana (vedi blog) sono abbastanza deficitarie e “piatte”. Io ogni tanto lavoro sulla definizione di “blog”, ma poi per qualche motivo compare sempre una modifica che “appiattisce il tutto”… Sob! (e dire che nella versione inglese le mie modifiche vengono accettate).
  3. A turno, ci prendiamo la briga di pubblicare sul nostro blog personale un post (o podcast) con un titolo simile e con almeno una tag simile. Il tema dovrebbe essere “spiegare in poche parole un aspetto della rivoluzione digitale” con un linguaggio semplice e con esempi. La tag sempre uguale permetterebbe una facile ricerca su technorati, sui motori di ricerca tradizionali e sui principali sistemi di social networking (Social Dust, Digg, Segnalo, Spurl, …) e permetterebbe ai nuovi “evangelisti” di sapere se quel tema è già stato toccato da qualcun’altro.
    Riportando sempre la stessa immagine e lo stesso tag avremmo con facilità (!!!) una “Digitalpedia” fatta di post e di commenti tra di loro linkati e in continua evoluzione, all’interno di tanti contenitori.Questa è l’immagine che propongo:
    B Digital! - Pillole di Cultura Digitale
    Con il link alla tag “Bdigital!” (che poi dovrebbe comparire anche al fondo di ogni post).
    Qui trovate il codice da inserire per mettere l’immagine nel post (già con il link) se non volete salvarla sul vostro blog direttamente.

Insomma, che dite? Lavoriamo su questo fronte insieme? Io lancio la palla. Vediamo chi la raccoglie. È un meme aperto (ovviamente la proposta può essere modificata, emendata, migliorata). Non siate timidi, lasciate un commento qui sotto e vediamo se funziona.

Pubblicato da Andrea T

Andrea Toso

62 risposte su “Spieghiamo questo mondo… Bdigital!”

  1. Mi piace. Davvero tanto. Proprio ora stavo pensando che sarebbe bello addirittura dedicare un’intera sala al BarCamp alla divulgazione. Una sorta di “porta d’ingresso”.

    Count me in. E se vuoi posso creare qualche proposta di immagine alternativa, basta che mi passi i sorgenti della prima 🙂

    E magari, chissà, si potrebbe mettere su un wiki o qualcosa del genere… uno spazioaggregato dove trovare tutte le informazioni insieme. C’è da dire che la struttura “a pillole” mi piace molto, perché immagino che l’utente inesperto non abbia voglia di leggersi subito paginate e paginate di testo.

  2. Bene!
    Questo è il link al PNG… spero mantenga il vettoriale di Fireworks.
    Bella l’idea del wiki, pero’ non è banale come applicazione per i “non esperti”…

  3. Il tema è delicato: io ad esempio quando scrivo su Apogeo tento di essere il più “base” possibile nel dimostrare che alcuniservizi possono essere veramente utili a tutti, anche ai non-geek… però i non-geek forse non leggono Apogeo. La mia provocazione? Dobbiamo tutti farci invitare a Buona Domenica e/o assalire le redazioni dei giornali a maggior diffusione nazionalpopolare. Usiamo Anna Masera come un ariete e sfondiamo! 😀 (scusa Anna, si scherza ovviamente)
    Comunque ragazzi… secondo me il problema sono i media tradizionali.

  4. Andrea, cogli nel segno e sposi, di fatto, la filosofia del mio intervento al BarCamp di Roma: allargare la platea.

    Non so quante sale avremo a disposizione ad Ancona. Potremmo però dedicare una sala agli interventi basic, così da provare a fare divulgazione ai meno esperti, senza per questo disturbare i geek, anzi!

    Sarebbe una sfida che alcuni di questi provassero a spiegarsi in maniera più semplice. Una sfida vera e propria.

    Sulle modalità è il caso di discuterne più approfonditamente.

  5. Io è da un po’ che ci penso, e da sempre produco materiale anche per principianti. Ci avevo anche pensato di fare un intervento ai vari BarCamp (tipo “Ok, ho l’account di Splider, e adesso?”), ma visto il tono generale degli interventi, credo che mi avrebbero tirato dei pomodori.
    Per come sono strutturati e pensati adesso, i $Camp non vanno bene, non c’è il pubblico giusto.
    Potrebbe essere interessante aprire una “Blogopedia” in cui mettere tutto lo scibile.
    Coordiniamoci.

  6. certo sarebbe bello poter partecipare ad un Camp senza dover per forza fare una presentazione, soprattutto se si è nella blogosfera da poco senza troppe competenze tecniche, ma con tanta voglia di imparare. bisogn aprire i camp e senza inviti “elitari”

  7. L’idea della Blogopedia mi affascina assai, ci sto!
    Riguardo alle competenze tecniche…Penso che si possa parlare, nei BCamp, anche di argomenti di natura poco “scientifica”, purché ovviamenti attinenti e coinvolgenti chiunque utilizzi un computer e si colleghi in rete.
    Ad esempio io, pur convinta che nel pc ci siano gnometti che pedalano per far andare il motore e fatine che svolazzano mettendo le lettere sui monitor ;-D, non mi sento affatto estranea a questo mondo, visto che ci lavoro da anni. E’ il complesso di esperienze diverse che fa la “ricchezza della sapienza” comune, almeno secondo me.

  8. Scrivere cercando di pensare sia a chi ha già delle conoscenze in merito, sia a chi per la prima volta sente parlare di nuove tecnologie del web è sempre stato un mio punto di riferimento, anche se non sempre ci si riesce.

    La filosofia base del Barcamp credo sia la condivisione della conoscenza, sia a livelli più alti che, appunto, per chi si avvicina alla rete: uno degli organizzatori di Italia Wave (ex-Arezzo Wave) mi aveva proposto l’idea di creare una sorta di blog-school (scusate il termine) dove chi si occupa di musica ma non ne capisce granchè di blog e simili, potesse apprendere da chi usa la rete quotidianamente nuovi strumenti e pratiche digitali, cercando di portare nuove idee per tutti. La proposta è ancora aperta e potrebbe essere una prima occasione.

    Si potrebbe pensare a questo punto ad un sistema per aggregare i contenuti che vengono scritti sui propri blog sul tema.
    Oppure come proposto, creare una blogopedia. Discutiamone.

  9. bene, bene, molto bene.
    abbiamo già l’adesione di un bel po’ di “personalità”…
    L’idea di blogopedia prende piede… Nessuno rompe il ghiaccio sulle “Pillole di cultura digitale”? Secondo me sono un passo molto veloce e operativo. Creano “rete” e partecipazione e la base per un eventuale ambiente Wiki…
    Solo che secondo me il nome di Blogopedia fa troppo riferimento ai “blog”… io penso che siano i “media digitali” in generale l’oggetto di interesse… Che dite?

  10. I bar camp sono TALMENTE autoreferenziali che IO no ho nemmeno capito cosa siano… E in cosa si differenzierebbero dagli altri convegni di vario genere… e perchè diavolo si chiamino così…
    Inziamo con un MEME sul “bar camp”?
    (ma che nome orrendo)
    hehehehe

    Questa cosa del meme l’ho già vista su piùblog sempre proposta dalle stesse persone, se non sbaglio..

    Io ci sto, ma proponi la tag “universale” che dovremmo usare.

  11. Come non essere d’accordo! Ci sono! 🙂

    Aggiungo che con Wikipedia anche YouTube andrebbe presidiata!
    Da quando i media tradizionali vi hanno fatto riferimento è diventata popolare almeno quanto l’enciclopedia wiki.
    Per aggirare l’autoreferenzialità si deve uscire da se stessi. I link alle pillole digitali devono giungere il più possibile “fuori” dalla blogosfera altrimenti finisce per essere una iniziativa che produciamo e leggiamo tra di noi.

  12. beh, allora basta iniziare.
    A genova e ancona si muove qualcosa.
    Per i post “for dummies” con marchietto e tag “bdigital!” basta iniziare.
    Chi inizia lo segnali anche qui.
    Per YouTUbe Dany hai ragione, ma cosa proponi?

  13. “Assouline su Le Monde 2 ci dice di come già alcuni anni fa un esponente di spicco della Apple, Guy Kawasaki, si presentasse come “capo evangelista”, e che in Hewlett Packard già esistessero dei “junior evangelists”.
    Ma recentemente c’è stata la dichiarazione di Vinton Cerf, 62 anni, uno dei padri fondatori della Rete (secondo Pekka Himanen “IL padre di Internet”), che entrando a far parte dello staff di Google, ha assunto la carica di “Evangelista in Capo di Internet” (Chief Internet Evangelist).
    Cerf ha dichiarato: “dato che sto per fare proselitismo per Google il titolo di evangelista in capo mi si addice perfettamente”, e data la sua fama questa dichiarazione, secondo Assouline, assume ormai un rilievo assoluto.”
    Da “I Blog e la visione fideistica della rete”, feb 2006

  14. Ottimo, davvero ottimo. Finalmente ci si muove per tutti quelli che non masticano l’internettese 🙂

    Mi collego a Giovanni per ribadire che abbiamo pensato il BarCamp di Matera proprio per evangelizzare, come dici tu, sugli usi e i costumi del web.
    In tal senso, a breve partiranno mini incontri propedeutici al BarCamp pensati per quanti non conoscono tutta sta roba di web e cultura digitale.

    Approved! 😉

  15. Evangelist non è il massimo.
    Ma poco importa la parola.
    Iniziamo a lavorare.
    Senza “massa critica” il nostro movimento implode.

  16. Allora già lo so che poi mi arrivano le mazzate, ma se vogliamo “evangelizzare” credo che un Webdays valga più di dieci BarCamp. Perché la penso così? Non per sminuire il concetto di aggregazione spontanea dei BarCamp che trovo geniale. Ma perché al BarCamp gira e rigira ci va chi segue i blog, chi mastica già abbastanza bene tutto questo mondo. I Webdays erano organizzati dall’alto, e la cosa non può essere positiva se vista da questa angolazione, MA erano organizzati dal comune, erano pubblicizzati nei posti giusti e con i canali giusti. Sfido che poi ci venivano i sessantenni e imparavano ad usare i blog! In quel senso i Webdays sono stati dei grandi successi. I BarCamp sono dei successi nel senso che ci fanno incontrare e confrontare tra di noi, ma non in *quell’altro* senso. Poi magari Estragon mi smentirà, ma voglio vedere quanti web-ignari si presenteranno a Matera… La soluzione giusta sarebbe una via di mezzo. Essere visibili su altri media, “fuori” dalla blogosfera, come dice giustamente Dany. Vogliamo creare massa critica, andiamo nelle scuole coninterventi mirati di un paio d’ore sulle meraviglie del knowledge sharing… Comunque usciamo dalla logica dei post.

  17. Apprezzo l’intento. E’ quello che vogliamo tutti. Ne ragioniamo spesso a gruppi (ricordo una mitica cena dopo Leweb, a Parigi).
    Però le 3 azioni mi sembrano sinceramente del tutto inefficaci rispetto all’obiettivo: i Barcamp e i nostri blog personali non sono frequentati da coloro che vogliamo raggiungere. Si farebbe qualcosa per un pubblico inesistente.

    Invece Wikipedia viene consultato puntualmente, per singola voce: chi cerca un termine ha già interesse verso l’argomento, mentre gran parte dei concetti che vogliamo divulgare non sono proprio conosciuti.
    Non voglio fare l’uccello del malaugurio o l’avvocato del diavolo, vorrei semplicemente richiamarvi al principio di realtà, in maniera costruttiva.
    Prescindendo dall’entusiasmo, non convenite sulle mie perplessità?

  18. Può darsi che tu abbia ragione.
    Sono perplessità che mi passavano nella mente anche mentre scrivevo il post.
    Ma, la gente usa il web e si chiede spesso dove trovare informazioni semplici se non banali su alcuni temi. Lo fanno anche i “giornalisti” che spesso prendono per buona la prima cosa che trovano su google.
    Noi ci lamentiamo che la “gente” non sappia, ma non facciamo nulla per uscire dai nostri gusci. A parte i WebDays che citava Pietro io non ricordo iniziative aperte a pubblici vasti e variegati. I BarCamp sono incontro belli, ma di prossimità. Non nascono per quello scopo.

    E’ vero… Wikipedia è un posto dove si va a cercare una definizione. Ok, fai una prova. Leggi qualche definizione e poi dimmi… Il linguaggio non è appropriato.

    Iniziamo dal piccolo, dai nostri blog, dai nostri wiki.
    Creiamo una piccola rete di “definizioni” di “cultura in pillole”. Taggiamola in qualche modo, per poterla almeno noi riconoscere e ritrovare e poi valorizziamo questa “raccolta”.

    Da qualche parte bisogna pur partire. No?
    Un esempio splendido è Andrea Beggi con i suoi post “how to”. Sono il punto di riferimento per molti. Io ho imparato lì a gestire il mio WordPress quando venivo da Splinder…

  19. concordo pienamente
    okkio che per fare veramente divulgazione occorre avere il coraggio di usare come correttore di bozza la coppia di vicini di casa di almeno 60 anni di età, disperdere ogni tecnicismo.
    Non si tratta di invadere i blog tradizionali come qualcuno suggerisce di fare … ma di fare cose semplici e chiare nei blog … poi ci pensa google a portare pubblico.

  20. Per esempio, grazie al comment di Pietro io ho finalmente capito cosa sia un “bar camp” e allo stesso tempo mi trovo assolutamente d’accordo con lui, sarà forse perchè di bloggers ne ho sempre incontrati molti senza bisogno di bar camp: anzi, meglio gli incontri a piccoli gruppi.
    Una cosa tipo WebDays è stata sempre assai più utile e non meno “evangelizzante”…

  21. Andrea, come incontri aperti a tutti e un calendario fitto di incontri su vari temi “evangelizzanti” ci sono stati a Febbraio 2006 IneditaBlog a Genova, (c’ero e ho portato una mia relazione), a Ottobre 2006 PiùBlog a Roma, lì non c’ero ma il calendario puù essere rintracciato facilmente: nalla mia homepage ci sono links a entrambi gli eventi, e comunque ne puoi parlare con Granieri che c’era pure lui.

  22. Cioè, l’idea di Vittorio è quella di realizzare un UberBlog collettivo “for dummies” e di posizionarlo bene con tutti i crismi delle parole chiave giuste, del ranking etc in modo che naturalmente si posizioni in testa ai motori. Questa è una buona possibilità, però direi – a costo di ripetermi – che tale blog andrebbe pubblicizzato e sponsorizzato da enti e/o associazioni NOTE al target. Perché se ci scrive qualcosa Granieri, ad esempio, io sono subito portato a leggerlo, ma il mio vicino ultrasessantenne non credo proprio… E comunque a questo tipo di iniziativa affiancherei sempre e comunque dei laboratori “faccia a faccia” stile Webdays perché chi ancora si irrita sentendo parole come “blogosfera” difficilmente va a cercare informazioni su cosa è un blog o cosa è un social network ma continuerà ad usare Google per trovare ciò che gli serve per lavoro e/o per i suoi specifici hobbies che in generale prevedono più donne nude e meno intelligenze collettive… 🙂

  23. Mi sto ponendo un problemino che forse non è secondario.
    L’idea del “Blog specifico” non è male ma secondo me l’evanggelizzazione riesce meglio se si lavora a macchia di leopardo, ognuno sul proprio blog: semmai il blog specifico puù essere una sorta di “summa teologica” (hihihi) alla quale tutti i post sono linkati e nel quale tutti i post sono inclusi.
    Il problemino che mi ponevo è questo: dato che tutti siamo scettici sui wiki relativi agli argomenti che ci interessano (e diciamo la verità, anche su tanti altri argomenti), non sarebbe necessario una supervisione?
    Lo so che questo è poco bloggesco (“perchè sulla rete siamo tutti uguali bla bla bla…”)
    Comunque è un tema che mi sono sentito di sollevare.
    Sorry
    🙂

  24. non e’ necessario fare troppo per il posizionamento … va da se se la gente lo utilizza google lo premia. scusa Pietro fai un esempio di ente o associazione possibile partner ?
    concordo nei webdays o assimilati che che siano basici davvero come fu all’inizio: no guru ma molta elementarità di concetti

  25. 🙂 il problema della supervisione me lo pongo anche io come william… e lo ricollego anche all’eventuale “partner” istituzionale. Prendiamo gli sponsor dei webdays: comune, regione, giovedìscienza tra gli altri: istituzioni e/o associazioni che tutti riconoscono come autorevoli. Ma in questo caso (forse ragiono in modo un po’ utopico, lo so) sarebbe meglio scendere al livello più capillare delle singole circoscrizioni… Logico che questo vale a livello locale, un coordinamento nazionale sarebbe più difficile, ma in parallelo ci sarebbe l’UberBlog/Wiki…

  26. Io sono d’accordo con Vittorio, e userei in appoggio anche il Wiki. Google premia.
    La supervisione non è necessaria, se il paradigma della rete sociale funziona. Sullo stile di Wikipedia.
    Sono d’accordo anche con William e quindi sulla mia proposta iniziale. Se ognuno di noi pubblica un post al mese con tema “for dummies” e lo tagga con coerenza… forse otteniamo un oggetto diffuso che poi possiamo presentare anche a WebDays o altra manifestazione.
    Chi mette su il Wiki? Io posso provarci, ma non l’ho mai fatto prima.
    Intanto sto preparando la mia prima pillola.

  27. Google premia sicuramente, se però i navigatori cercano effettivamente su Google i concetti che tu vorresti fargli passare. Sei sicuro che il navigatore medio abbia interesse ai temi delle reti sociali? Che siamo interessati tutti noi che seguiamo questo come altri blog di approfondimento, è chiaro. Ma non pensi di dover creare a monte una sorta di hype (tanto per ricadere nel gergo)? 🙂
    So che pare brutto, ma parlo di qualcosa di analogo ai classici “bisogni indotti” di pubblicitaria memoria che spingano la gente ad incuriosirsi e ad andare sul web a cercare concetti chiave che troveranno su questo Wiki appositamente preparato…
    Scusa se scrivo tanto, ma è che l’argomento mi appassiona 😛

  28. Buona idea, ma forse il nome “bdigital” potrebbe apparire troppo da “geek”, dopotutto si basa su convenzioni stilistiche di chi ha già una “cultura digitale”.
    Magari sarebbe preferibile qualcosa di più rassicurante per l’utente comune, come “cittadini delle rete”.
    Inoltre ho il vago terrore che qualche sventurato giornalista vedendo pillole pensi a qualcosa di assuefacente per i “drogati della rete”. So a che tutti noi persone razionali sembra assurdo, ma leggendo articoli del genere, si capisce che non ci sono limiti all’ignoranza:
    http://clarence.dada.net/contents/tecnologia/penne/panerai/articolo.html

  29. Pingback: Comunicare la Rete
  30. Quando mi sono posto il problema della possibile supervisione è stato perchè se partiamo da un nostro scetticismo nei confronti di wiki (che è emerso da subito per molti di noi) ma ne vogliamo creare una specie di clone (con la sola differenza di limitarne l’area di interesse e specializzarla)che funzione con una logica analoga, il passaggio mi sfugge.
    E’ che io francamente al paradigma della “rete sociale” ci credo solo fino a un certo punto.
    Anche in questo la mia visione è assai poco “fideistica”.

  31. Sono molto d’accordo sulla necessità di raccontare la rete a chi non è esperto,da poco ho iniziato un blog con l’intenzione di parlare di tecnologia per non addetti ai lavori, rivolgendomi in particolare ad un pubblico femminile, tradizionalmente più distante da questi temi.
    Credo, come ha già scritto qualcuno, che per coinvolgere un numero veramente alto di persone sia necessario utilizzare anche i media tradizionali, che tra l’altro, pare si stiano attrezzando per una presenza collaborativa in rete.

  32. Non sarebbe opportuno fare una pagina, qui o su ogni blog che partecipa all’iniziativa, per presentarla in forma sintetica e compiuta ?

    Qualcosa con il logo, una sintesi delle iniziative e metodologie varie per seguire i vari post bdigital (es. il feed del tag “bdigital” su technorati).

  33. Non cittadini, ma Abitanti della Rete; perché i cittadini sono tali per diritti e doveri dinanzi ad una forma di autorità, mentre gli Abitanti innanzitutto badano ad aver cura del territorio, a comprendere le dinamiche degli insediamenti umani, ad essere consapevoli dell’impronta ecologica.
    In tal modo l’astratto Benessere viene vissuto come Ben-stare.

    In Rete si sta bene: è uno spazio di libera espressione, posso costruire i miei percorsi di fruizione culturale, frequento persone che stimo per quello che dicono e come lo dicono, se qualcosa non mi piace non la seguo e nemmeno cerco di censurarla, perché sono consapevole del superiore valore della libertà di espressione, prima di ogni altra cosa.
    Secondo me, queste sono le idee che andrebbero suscitate negli “sconnessi”, per (come si diceva più su, Izzo e William) motivare la loro curiosità, e quindi partecipazione, e quindi appartenenza critica a questo mondo fluido che stiamo arredando.
    Per imparare a nuotare bisogna entrare in acqua. Perché dovrei?
    L’esperienza della rete non può essere raccontata, va vissuta in primapersona. Devo provocare un cambiamento di atteggiamento, non addestrare a certe procedure oppure far passare nozioni su certi argomenti.

    Certo, tutto fa brodo, ogni testa ha il suo stile di apprendimento: le pillole sono un’ottima idea, e anche i BarCamp che fin dall’annuncio dichiarano di essere per geek/non per geek, oppure i blog che parlano di Mondo 2.0 e non solo di Web 2.0.
    Ma proviamo anche a mostrare come la Rete sia fattivamente un luogo del pianeta, una parte della realtà e non virtualità (pessima scelta linguistica di anni fa, per fortuna decaduta, contro i cui danni stiamo qui combattendo): mostriamo come il significato degli eventi oggigiorno maturi nei discorsi su Web (webgiornalismi), lottiamo per avere economica ADSL per tutti (provate a connettervi a 56k ed aprite l’aggregatore e youtube, per capire), lavoriamo sulle emozioni.

  34. Ebbene… stavamo per annunciare (lunedì 12) un +BlogCamp in occasione di PiùBlog 2007.
    Questo potrebbe essere il taglio giusto dell’evento nell’evento, considerando i 50.000 visitatori della fiera della piccola e media editoria (Più Libri più liberi) che ci ospita al Palacongressi di Roma. L’ultima giornata della 4 (o forse 5) giorni di PiùBlog dovrebbe avere proprio queste caratteristiche: informare chi non lo è, divulgare tramite chi ha conoscenza dei mezzi e del linguaggio.
    Perciò ci sto anche io 🙂

  35. federico fasce ha avuto una bella idea io proporrei di organizzare un barcamp intermedio tra i numerosi che stanno nascendo dedicato al tema della divulagazione dove coordinarci per prendere iniziative.
    Con questo obbiettivo e con altri tre obbittivi che trovate nella sequenza di post dal 24 gennaio in poi qui http://scriptavolant.net/blog/?cat=26 è nata barcampitalia.org (con blog e ralativo wiki (sia italiano di cui ancora non è disponibile l’indirizzo ma lo sarà a breve che internaizonale barcamp.org/BarcampItalia), grazie alla collaborazione di giovy, giuseppe calia e un sacco di altre persone che stanno mouvendosi.
    il filo rosso che tiene insieme questo dibattito sulla rete e sul web 2.0 in italia è il lega i seguenti punti:
    1) bisogno di raggiungere la massa critica in Italia quindi divulghiamo (il post sul pollice opponibile del comunicatore va in questo senso)
    bisogno di sostenere i barcamp e diffonderli anche al di fuori delle tematiche geek (vedi VinoCamp di Tombolini)
    2) bisogno di crescere nei rapporti con l’estero (almeno per coloro che la rete la usano anche per lavoro o addiriuttura hanno l’obbiettivo di farci business) e quindi usare i barcamp per colelgarsi a quelli esteri e cercare di creare almeno un punto di accesso per il wb 2.0 italiano che sia english friendly. Onde evitare che l’auroreferenzialità si sposti a livello dal piano delle competenze a quello geografico (italia contro resto del mondo)
    3) entare di replicare l’esperienza nata del coworking come è nata nella mente di chi ha lanciato i barcamp (coworking.pbwiki.com)

    va bene wikipedia ma leggevo stasera che ha dei problemi http://www.blogs4biz.info/index.php/2007/02/09/p2184#more2184

    Solstizio becca in pieno il punto quando parla di Mondo 2.0, il modo milgiore per divulgare la rete è farla praticare e far capire che un blog è vita di tutti i giorni, strumento di lavoro, studio, svago etc…

    William nessuno cita Indedita e +blog, notizia in antepirma che ha appena dato Marina Bellini è +blogcamp 2007 a dicembre e alla quale sono stato lietissimo di dare il mio contributo insieme a Leo Sorge.

    Quindi inviterei tutti quanti a far convergere gli sforzi su barcampitalia.org per evitare di disperderci in altri rivoli e cominciare a fare massa critica noi per primi.

    ah dimenticavo c’è pronta anche una contact list di Italian Barcamp Ambassadors qui http://barcamp.org/ItalianBarcampAmbassadors

    fatemi sapere ed un ciao a Vittorio e Stefano Vitta ai quali devo riconoscere di avermi stimolato un sacco di idee.
    ci vediamo a Genova di sicuro, prima non so se ce la faccio

    ciao a tutti e scusate per il commento fiume

  36. l’idea è buona potrebbe conciliare la tendenza a mantenere il barcamp schettamente no profito e no business oriented con una giornata dedicata allo show down di progetti ed idee in corso d’opera.

    Si potrebbe prendere in considerazione di unire barcamp con qull’evento dal nome impronunciabile.

    dovremmo coordinarci Io suggererie il barcamp di genova o l’openacamp a roma o decidete vi quale come ncontro per tutti cooro che sono interesati al progetto barcampitalia.org

    cia ciao.

    nel frattempo organizzerei uno skypecast

    ciao ciao

  37. Io, al tempo di windows 95, ho provato ad insegnare agli inesperti (non mi piace chiamarli dummies, ché nessuno è idiota) e non è facile riuscire a mantenere il profilo del discorso basso in modo da essere comprensibile a tutti senza continuamente essere interrotto da richieste di ulteriori chiarimenti, però la soddisfazione era grande, perciò mi ha fatto veramente piacere leggere di questo impulso ad uscire dal guscio per allargare la conoscenza, e dunque, per quello che mi compete (non windows 95, eh) sono più che lieto di collaborare ad un progetto di questa portata.
    Pensavo anche che, come esiste il delurker day, il blogger day, tutte quelle cose lì, si potrebbe inventare il tender day (tender nel senso nautico del termine, di nave appoggio), quel giorno lì ci si inventa una presentazione basic (cos’è un blog, come si cura un blog, che sono le categorie, come pubblico le mie fotografie digitali,…)e la si propone chessò in una scuola o in una biblioteca o in un circolo.

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